KUWAIT: HAMAD AL-NAQI CONDANNATO A 10 ANNI PER BLASFEMIA ATTRAVERSO TWITTER
Hamad al-Naqi, lo sciita kuwaitiano arrestato a marzo con l’accusa di aver insultato il Profeta
1 MIN DI LETTURA

Hamad al-Naqi, lo sciita kuwaitiano arrestato a marzo con l’accusa di aver insultato il Profeta Maometto sui social media, è stato condannato a 10 anni di carcere in Kuwait per aver messo in pericolo la sicurezza dello Stato.
La sentenza, emessa dal giudice Hisham Abdullah, ha riconosciuto Naqi colpevole di aver insultato il Profeta, la moglie del Profeta e i suoi compagni, deriso l’Islam, provocato tensioni settarie, insultato i governanti dell'Arabia Saudita e del Bahrain e abusato del suo telefono cellulare per diffondere i commenti.
Era la pena massima che il 26enne Naqi avrebbe potuto ricevere, ha detto il suo avvocato Khaled al-Shatti. "La pena della reclusione è lunga ma abbiamo la possibilità di presentare ricorso", ha detto Shatti.
La parte civile nella causa contro Naqi, così come alcuni politici del Kuwait, avevano chiesto che fosse messo a morte.
Shatti aveva sostenuto che, anche se il suo cliente aveva scritto quei commenti, sarebbe colpevole di un "reato di opinione", non di minacciare la sicurezza nazionale.
La parte civile, rappresentata da Dowaem al-Mowazry, ha sostenuto invece che Naqi doveva servire da esempio, motivo per cui la pena di morte era appropriata.
Hamad al-Naqi si era dichiarato innocente all'inizio del processo il mese scorso, dicendo di non aver inviato i messaggi e che il suo account Twitter era stato violato. Al momento della sentenza Naqi non era in aula, ma nella prigione dove è stato detenuto dal suo arresto a marzo.
La sentenza, emessa dal giudice Hisham Abdullah, ha riconosciuto Naqi colpevole di aver insultato il Profeta, la moglie del Profeta e i suoi compagni, deriso l’Islam, provocato tensioni settarie, insultato i governanti dell'Arabia Saudita e del Bahrain e abusato del suo telefono cellulare per diffondere i commenti.
Era la pena massima che il 26enne Naqi avrebbe potuto ricevere, ha detto il suo avvocato Khaled al-Shatti. "La pena della reclusione è lunga ma abbiamo la possibilità di presentare ricorso", ha detto Shatti.
La parte civile nella causa contro Naqi, così come alcuni politici del Kuwait, avevano chiesto che fosse messo a morte.
Shatti aveva sostenuto che, anche se il suo cliente aveva scritto quei commenti, sarebbe colpevole di un "reato di opinione", non di minacciare la sicurezza nazionale.
La parte civile, rappresentata da Dowaem al-Mowazry, ha sostenuto invece che Naqi doveva servire da esempio, motivo per cui la pena di morte era appropriata.
Hamad al-Naqi si era dichiarato innocente all'inizio del processo il mese scorso, dicendo di non aver inviato i messaggi e che il suo account Twitter era stato violato. Al momento della sentenza Naqi non era in aula, ma nella prigione dove è stato detenuto dal suo arresto a marzo.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 04/06/2012)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
