ITALIA. PER D'ELIA CRIMINOGENA LA PROPOSTA DI CALDEROLI SU UNABOMBER
sulla proposta del Ministro Roberto Calderoli di una taglia e della pena di morte nei confronti di Unabomber, il Segretario di Nessuno tocchi Caino e membro della Direzione di Radicali Italiani, Sergio D’Elia, pur non criminalizzando il ministro, ha
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sulla proposta del Ministro Roberto Calderoli di una taglia e della pena di morte nei confronti di Unabomber, il Segretario di Nessuno tocchi Caino e membro della Direzione di Radicali Italiani, Sergio D’Elia, pur non criminalizzando il ministro, ha messo in guardia dai gravi effetti criminogeni della sua proposta.
“Non criminalizzo il ministro Calderoli nè per la sua proposta di una taglia per la cattura di Unabomber nè per le sue convinzioni a favore della pena di morte,” ha dichiarato Sergio D’Elia. “Certo, è un ministro della repubblica e dovrebbe conoscere la costituzione italiana e gli impegni internazionali sottoscritti dal nostro paese, che vietano la pena di morte.” “Mi preoccupa invece l’effetto criminogeno della sua proposta,” ha proseguito D’Elia. “Qui non siamo di fronte a Bin Laden, ma a un terrorista della domenica che gioca a farsi prendere. Omaggiarlo di una taglia e, addirittura, della pena di morte, significa legittimarne e valorizzarne il comportamento criminale.” “Nella sua sfida a chi sta cercando di prenderlo – paventa D’Elia -, Unabomber riterrà di dover corrispondere alla taglia e alla pena di morte con qualcosa di criminalmente proporzionato.” “Taglia più pena di morte – conclude D’Elia - costituiscono un rilancio assurdo, soprattutto se fatto da un esponente politico con responsabilità di governo, che non farà altro che alimentare e aggravare la catena di attentati.”
“Non criminalizzo il ministro Calderoli nè per la sua proposta di una taglia per la cattura di Unabomber nè per le sue convinzioni a favore della pena di morte,” ha dichiarato Sergio D’Elia. “Certo, è un ministro della repubblica e dovrebbe conoscere la costituzione italiana e gli impegni internazionali sottoscritti dal nostro paese, che vietano la pena di morte.” “Mi preoccupa invece l’effetto criminogeno della sua proposta,” ha proseguito D’Elia. “Qui non siamo di fronte a Bin Laden, ma a un terrorista della domenica che gioca a farsi prendere. Omaggiarlo di una taglia e, addirittura, della pena di morte, significa legittimarne e valorizzarne il comportamento criminale.” “Nella sua sfida a chi sta cercando di prenderlo – paventa D’Elia -, Unabomber riterrà di dover corrispondere alla taglia e alla pena di morte con qualcosa di criminalmente proporzionato.” “Taglia più pena di morte – conclude D’Elia - costituiscono un rilancio assurdo, soprattutto se fatto da un esponente politico con responsabilità di governo, che non farà altro che alimentare e aggravare la catena di attentati.”
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino 14/03/2005)
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