ITALIA-LIBIA. RADICALI CHIEDONO INDAGINI NON SOLO SU KUFRA
i parlamentari radicali hanno depositato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e degli Esteri in cui si chiede di indagare sulle condizioni degli immigrati che si trovano in tutti i campi di "accoglienza" finanziati dall'Italia presenti in
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i parlamentari radicali hanno depositato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e degli Esteri in cui si chiede di indagare sulle condizioni degli immigrati che si trovano in tutti i campi di "accoglienza" finanziati dall'Italia presenti in territorio libico e non solo in quello di Kufra. Lo rende noto un comunicato di Nessuno tocchi Caino, che in un rapporto dell'11 settembre aveva per prima denunciato le condizioni degli immigrati ospitati nei centri di "accoglienza" finanziati dall'Italia in Libia.
Stando infatti alle testimonianze di alcuni immigrati e alle dichiarazioni del prefetto Mario Mori, sembra che in più centri, e non soltanto in quello di Kufra, avvengano ripetute violazioni dei diritti dei migranti, della Convenzione di Ginevra e degli standard internazionali previsti per la detenzione.
"La Libia ha già ottenuto negli anni scorsi, grazie alla legge n. 271 del 2004, aiuti per realizzare almeno tre centri di detenzione per migranti, e i risultati di questo aiuto si sono visti sulle coste italiane. Il problema è che l'Italia non ha condizionato questi aiuti al rispetto dei diritti umani fondamentali e delle regole minime internazionali per la detenzione nelle strutture di trattenimento, dove le violazioni dei diritti umani sono sistematiche", ha dichiarato Sergio D'Elia, segretario di NtC.
Stando infatti alle testimonianze di alcuni immigrati e alle dichiarazioni del prefetto Mario Mori, sembra che in più centri, e non soltanto in quello di Kufra, avvengano ripetute violazioni dei diritti dei migranti, della Convenzione di Ginevra e degli standard internazionali previsti per la detenzione.
"La Libia ha già ottenuto negli anni scorsi, grazie alla legge n. 271 del 2004, aiuti per realizzare almeno tre centri di detenzione per migranti, e i risultati di questo aiuto si sono visti sulle coste italiane. Il problema è che l'Italia non ha condizionato questi aiuti al rispetto dei diritti umani fondamentali e delle regole minime internazionali per la detenzione nelle strutture di trattenimento, dove le violazioni dei diritti umani sono sistematiche", ha dichiarato Sergio D'Elia, segretario di NtC.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 01/10/2008)
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