ITALIA. D'ALEMA: NOSTRO OBIETTIVO RISOLUZIONE PER LA MORATORIA NEL 2007
“Stiamo raccogliendo delle adesioni con l'Unione europea per l'abrogazione della pena di morte e per la moratoria universale delle esecuzioni capitali.
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"Stiamo raccogliendo delle adesioni con l'Unione europea per l'abrogazione della pena di morte e per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. L'obiettivo è quello di presentare una risoluzione nella prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite", ha dichiarato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, nel corso di un intervento al Senato sulla situazione dei diritti umani in Cina, a seguito del suo recente viaggio nella Repubblica popolare.
"Noi continueremo ad incalzare la Cina sul tema della pena di morte”, ha detto il Ministro, che pure apprezza la decisione cinese di prevedere appelli delle condanne capitali presso la Corte Suprema, misura "che introduce un elemento di garanzia finora sconosciuto in Cina, volto a limitare il ricorso alla pena di morte".
"Il nostro governo – ha aggiunto D’Alema - pensa che solo attraverso una politica di cooperazione con la Cina è possibile spingere questo Paese a modernizzarsi nell'economia e nelle istituzioni". Secondo il titolare della Farnesina tra i motivi di preoccupazione maggiori ci sono la poca tutela delle minoranze religiose, soprattutto quella tibetana, e le limitazioni, assai significative, della libertà d'espressione, soprattutto per l'accesso a Internet.
"Su ognuna di queste questioni - ha concluso D'Alema - siamo pronti a confrontarci insieme, io credo che l'Italia e l'Europa non devono cessare di incalzare la Cina e di chiedere concreti passi in avanti, anche perché la Cina si trova alla vigilia di grandi appuntamenti: le Olimpiadi del 2008 e l'esposizione universale del 2010. Questo è il momento migliore per incalzare la Cina sulla tutela dei diritti umani".
"Noi continueremo ad incalzare la Cina sul tema della pena di morte”, ha detto il Ministro, che pure apprezza la decisione cinese di prevedere appelli delle condanne capitali presso la Corte Suprema, misura "che introduce un elemento di garanzia finora sconosciuto in Cina, volto a limitare il ricorso alla pena di morte".
"Il nostro governo – ha aggiunto D’Alema - pensa che solo attraverso una politica di cooperazione con la Cina è possibile spingere questo Paese a modernizzarsi nell'economia e nelle istituzioni". Secondo il titolare della Farnesina tra i motivi di preoccupazione maggiori ci sono la poca tutela delle minoranze religiose, soprattutto quella tibetana, e le limitazioni, assai significative, della libertà d'espressione, soprattutto per l'accesso a Internet.
"Su ognuna di queste questioni - ha concluso D'Alema - siamo pronti a confrontarci insieme, io credo che l'Italia e l'Europa non devono cessare di incalzare la Cina e di chiedere concreti passi in avanti, anche perché la Cina si trova alla vigilia di grandi appuntamenti: le Olimpiadi del 2008 e l'esposizione universale del 2010. Questo è il momento migliore per incalzare la Cina sulla tutela dei diritti umani".
— FONTI
- (Fonti: 9Colonne, 16/11/2006)
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