IRAQ: RATIFICATE 28 CONDANNE A MORTE
uno dei vice-presidenti iracheni ha ratificato le condanne a morte di 28 persone accusate
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uno dei vice-presidenti iracheni ha ratificato le condanne a morte di 28 persone accusate di crimini legati al terrorismo, ultimo passo del processo giudiziario.
Adesso i 28 rischiano l’esecuzione imminente.
All'inizio di questo mese circa 40 condannati a morte sono stati trasferiti nella prigione di al-Kadhemiya a Baghdad, dove vengono effettuate le esecuzioni.
L'Iraq ha messo a morte almeno 129 persone nel 2012, il numero più alto dal 2005. Come negli anni precedenti, centinaia di persone sono state condannate a morte o hanno ricevuto la conferma delle condanne capitali nei tribunali del Paese.
"Le condanne a morte vengono pronunciate al termine di processi gravemente iniqui basati su ‘confessioni’ ottenute sotto tortura", ha denunciato Hassiba Hadj Sahraoui, vice-direttore del Programma per il Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International.
"Invece di praticare esecuzioni, le autorità irachene dovrebbero attribuire priorità al miglioramento di un sistema di giustizia penale profondamente difettoso”, ha aggiunto.
Alcune stazioni televisive irachene continuano a trasmettere confessioni di detenuti, anche prima dell'apertura dei processi, minando il diritto fondamentale degli imputati ad essere considerati innocenti fino a prova contraria.
Adesso i 28 rischiano l’esecuzione imminente.
All'inizio di questo mese circa 40 condannati a morte sono stati trasferiti nella prigione di al-Kadhemiya a Baghdad, dove vengono effettuate le esecuzioni.
L'Iraq ha messo a morte almeno 129 persone nel 2012, il numero più alto dal 2005. Come negli anni precedenti, centinaia di persone sono state condannate a morte o hanno ricevuto la conferma delle condanne capitali nei tribunali del Paese.
"Le condanne a morte vengono pronunciate al termine di processi gravemente iniqui basati su ‘confessioni’ ottenute sotto tortura", ha denunciato Hassiba Hadj Sahraoui, vice-direttore del Programma per il Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International.
"Invece di praticare esecuzioni, le autorità irachene dovrebbero attribuire priorità al miglioramento di un sistema di giustizia penale profondamente difettoso”, ha aggiunto.
Alcune stazioni televisive irachene continuano a trasmettere confessioni di detenuti, anche prima dell'apertura dei processi, minando il diritto fondamentale degli imputati ad essere considerati innocenti fino a prova contraria.
— FONTI
- (Fonti: amnesty.org, 18/12/2012)
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