IRAQ. PROCESSO A SADDAM POTREBBE INIZIARE ENTRO DUE MESI
“Spero che il processo a Saddam Hussein cominci entro due mesi”, ha dichiarato il presidente iracheno Jalal Talabani nel corso di una conferenza stampa trasmessa sulla CNN.
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“Spero che il processo a Saddam Hussein cominci entro due mesi”, ha dichiarato il presidente iracheno Jalal Talabani nel corso di una conferenza stampa trasmessa sulla CNN.
“Il Governo - ha continuato il Presidente iracheno - sta preparando al meglio le condizioni affinché un tribunale possa decidere sulla sua sorte”.
Alle dichiarazioni di Talabani ha così reagito l’avvocato Giovanni Di Stefano, uno dei 24 membri del team difensivo dell’ex dittatore: “Affinché un processo possa iniziare, deve esserci un’imputazione formale. Non importa quindi quali siano gli auspici del Presidente iracheno”.
“Ci hanno detto dell’esistenza di 35 camion pieni di prove a carico del nostro assistito – ha continuato l’avvocato di Saddam - tuttavia ancora devono comunicarci un’accusa formale”.
Nel corso di un’udienza preliminare svoltasi nel luglio 2004, all’ex dittatore sono stati notificati numerosi capi d’imputazione, senza che ci fosse una vera e propria incriminazione.
Le accuse vanno dalla strage con armi chimiche dei curdi della città di Halabja, nel 1988, alla sanguinosa repressione della rivolta sciita nel 1991, passando per l’invasione del Kuwait nel 1990 ed il massacro nel 1983 della tribù curda Barzani. Saddam avrebbe inoltre ordinato l’eliminazione di numerosi leader politici e religiosi. Se riconosciuto colpevole, l’ex dittatore potrebbe essere condannato a morte.
“Il Governo - ha continuato il Presidente iracheno - sta preparando al meglio le condizioni affinché un tribunale possa decidere sulla sua sorte”.
Alle dichiarazioni di Talabani ha così reagito l’avvocato Giovanni Di Stefano, uno dei 24 membri del team difensivo dell’ex dittatore: “Affinché un processo possa iniziare, deve esserci un’imputazione formale. Non importa quindi quali siano gli auspici del Presidente iracheno”.
“Ci hanno detto dell’esistenza di 35 camion pieni di prove a carico del nostro assistito – ha continuato l’avvocato di Saddam - tuttavia ancora devono comunicarci un’accusa formale”.
Nel corso di un’udienza preliminare svoltasi nel luglio 2004, all’ex dittatore sono stati notificati numerosi capi d’imputazione, senza che ci fosse una vera e propria incriminazione.
Le accuse vanno dalla strage con armi chimiche dei curdi della città di Halabja, nel 1988, alla sanguinosa repressione della rivolta sciita nel 1991, passando per l’invasione del Kuwait nel 1990 ed il massacro nel 1983 della tribù curda Barzani. Saddam avrebbe inoltre ordinato l’eliminazione di numerosi leader politici e religiosi. Se riconosciuto colpevole, l’ex dittatore potrebbe essere condannato a morte.
— FONTI
- (Fonti: Afp, 31/05/2005)
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