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IRAQ

IRAQ. PRESIDENTE DIFFONDE IL DIBATTITO SULLA PENA DI MORTE A SADDAM

è stato riferito che una dichiarazione del Presidente iracheno Jalal Talabani in base alla quale lui non firmerebbe l’esecuzione di Saddam Hussein nel caso in cui venga condannato a morte per crimini di guerra, ha aperto il dibattito sulla pena di morte

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è stato riferito che una dichiarazione del Presidente iracheno Jalal Talabani in base alla quale lui non firmerebbe l’esecuzione di Saddam Hussein nel caso in cui venga condannato a morte per crimini di guerra, ha aperto il dibattito sulla pena di morte nel paese.
Il parlamentare Sheikh Hassan Shimmari che rappresenta la lungamente oppressa maggioranza sciita ha criticato la posizione del capo di stato curdo in particolare alla luce della brutale campagna contro-insurrezionale lanciata dal dominate regime arabo sunnita di Saddam nei confronti della minoranza curda.
"E’ sorprendente che il Presidente adotti questa posizione," ha detto Shimmari per il quale la pena di morte è prevista sia dalla tradizione islamica che dal codice penale iracheno.
"Il codice penale del 1969 è molto chiaro e prevede la pena di morte per chi è responsabile di omicidio premeditato, di incitamento all’omicidio o di complicità nell’omicidio," ha detto aggiungendo che anche il corano consente le esecuzioni.
In un’intervista alla BBC il 18 aprile, Talabani ha detto che non firmerà alcun decreto di esecuzione di Saddam per via della sua lunga opposizione alla pena di morte. Ma è consapevole di far parte di una presidenza composta anche da un rappresentante degli sciiti e degli arabi sunniti che deve decidere a maggioranza. Sia Adel Abdel Mahdi che Sheikh Ghazi al-Yawar si sono dichiarati favorevoli alla pena di morte per Saddam.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 18/04/2005)