Nessuno tocchi Caino
IRAQ

IRAQ. NESSUNO TOCCHI CAINO, RIPRESA ESECUZIONI E' RITORNO AL PASSATO

“Non e' il modo migliore per presentare al mondo il nuovo Iraq. Quello di Saddam, insieme alla Cina e all'Iran, era sempre salito sull'orribile podio dei primi tre paesi-boia del mondo.

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“Non e' il modo migliore per presentare al mondo il nuovo Iraq. Quello di Saddam, insieme alla Cina e all'Iran, era sempre salito sull'orribile podio dei primi tre paesi-boia del mondo. La ripresa delle esecuzioni, invece che una soluzione di continuità, è un ritorno evidente a un passato orribile che rischia di pregiudicare il futuro di un Iraq democratico e civile”. E' quanto ha dichiarato il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, commentando la notizia dell'imminente ripresa delle esecuzioni capitali in Iraq, annunciata dal primo ministro Ibrahim al-Jafaari.
“E' bene ed urgente - continua D'Elia - che facciano sentire la loro voce, innanzitutto, i Paesi abolizionisti membri della Coalizione impegnati in Iraq per la costruzione di uno stato su basi di giustizia e libertà, di tolleranza e nonviolenza. Se dovesse passare il principio della non ingerenza negli affari interni, sarebbe solo un alibi a copertura di regolamenti di conti interni all'Iraq, di una giustizia che rischia di essere vendicativa, spietata, molto lontana dalle stesse nobili ragioni dell'intervento”.
“L'Italia e l'Europa, nel loro cooperare in materia giudiziaria o di polizia con le autorità irachene - conclude il segretario dell'associazione - devono porsi e manifestare chiaramente un limite, quello della non collaborazione alla applicazione della pena di morte”.
FONTI
  • (Fonti: Adnkronos, Ansa, 16/08/2005)