Nessuno tocchi Caino
IRAQ·PENA DI MORTE·29 DICEMBRE 2008·1 MIN DI LETTURA

IRAQ: NESSUNO TOCCHI CAINO, NON DEPORTARE I RIFUGIATI IRANIANI DI ASHRAF

Il segretario dell'associazione radicale Nessuno tocchi Caino ha inviato al Primo Ministro iracheno, Nouri

NtC
Il segretario dell'associazione radicale Nessuno tocchi Caino ha inviato al Primo Ministro iracheno, Nouri al-Maliki, una lettera-appello nella quale si dice "molto preoccupato" dal progetto del governo iracheno di smantellamento del campo di Ashraf dove sono rifugiati circa 3.500 Mojahedin del Popolo Iraniano e di una loro probabile deportazione in Iran.
Secondo Nessuno tocchi Caino, le intenzioni del Governo iracheno sarebbero state chiaramente manifestate una settimana fa dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Mouwaffaq Al-Rubaie, il quale dopo una visita a Camp Ashraf avrebbe dichiarato pubblicamente che il governo iracheno 'continua a perseguire il suo piano di chiusura del campo e deportazione dei residenti nel proprio paese o in un paese terzo.'
"La realizzazione di un tale proposito comporterebbe una catastrofe umanitaria, dal momento che i membri dell'opposizione iraniana, se rimpatriati, rischierebbero la tortura e l'esecuzione ad opera del regime dei mullah," scrive D'Elia ad al-Maliki nella lettera in cui si ricorda anche come la protezione di Ashraf è oggi assicurata, secondo la Quarta Convenzione di Ginevra, dalle forze americane in Iraq.
"I residenti di Ashraf – continua D'Elia - devono continuare a ricevere la protezione dei militari americani finchè essi rimarranno in Iraq e, poi, devono essere effettivamente protetti dal governo iracheno."
"Questo è anche quanto – ricorda D'Elia – hanno sottolineato autorevoli organismi internazionali come l'Alto Commissario Onu per i Rifugiati, l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani e la stessa Croce Rossa Internazionale."
— FONTI
  • (Fonti: NtC, 29/12/2008)