IRAQ: MINISTERO PER I DIRITTI UMANI FAVOREVOLE AD ELIMINARE LA PENA DI MORTE
il Ministero per i Diritti Umani iracheno ha annunciato il desiderio di eliminare la pena di morte e
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il Ministero per i Diritti Umani iracheno ha annunciato il desiderio di eliminare la pena di morte e di applicare le risoluzioni internazionali, che assicurano la protezione delle persone nel Paese.
Il Ministro per i Diritti Umani, Mohammed Shiyaa al- Sudane, ha detto nel corso di un incontro con un membro della Camera dei Lord britannica, la Baronessa Helen Kennedy, in visita in Iraq, che "la legge penale irachena punisce 48 reati con la pena di morte, che viene tuttavia applicata solo per chi commette crimini di terrorismo”. "C'è un serio desiderio da parte del governo di sospendere la pena di morte", ha detto, aggiungendo che “ci sono più di 70.000 uccisi e 15.000 dispersi a seguito degli attentati terroristici che mettono pressione sul governo, insieme alle richieste popolari di imporre la pena su questi terroristi e assassini, sapendo che la magistratura in Iraq è pronta ad applicare la pena di morte nel rispetto delle garanzie e delle procedure".
Al- Sudane ha sottolineato che team del Ministero visitano continuamente carceri senza preavviso e intervistano detenuti in privato, e se viene dimostrata qualche violazione dei diritti dei detenuti, una denuncia viene presentata al pubblico ministero e scattano sanzioni disciplinari, e questa procedura è già stata applicata nei confronti di alcuni funzionari e guardie penitenziarie".
Il Ministro per i Diritti Umani, Mohammed Shiyaa al- Sudane, ha detto nel corso di un incontro con un membro della Camera dei Lord britannica, la Baronessa Helen Kennedy, in visita in Iraq, che "la legge penale irachena punisce 48 reati con la pena di morte, che viene tuttavia applicata solo per chi commette crimini di terrorismo”. "C'è un serio desiderio da parte del governo di sospendere la pena di morte", ha detto, aggiungendo che “ci sono più di 70.000 uccisi e 15.000 dispersi a seguito degli attentati terroristici che mettono pressione sul governo, insieme alle richieste popolari di imporre la pena su questi terroristi e assassini, sapendo che la magistratura in Iraq è pronta ad applicare la pena di morte nel rispetto delle garanzie e delle procedure".
Al- Sudane ha sottolineato che team del Ministero visitano continuamente carceri senza preavviso e intervistano detenuti in privato, e se viene dimostrata qualche violazione dei diritti dei detenuti, una denuncia viene presentata al pubblico ministero e scattano sanzioni disciplinari, e questa procedura è già stata applicata nei confronti di alcuni funzionari e guardie penitenziarie".
— FONTI
- (Fonti: zawya.com, 21/11/2013)
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