IRAQ. CAPPATO, ‘NO ALLA PENA DI MORTE PER SADDAM HUSSEIN’
“La richiesta di pena di morte per Saddam Hussein - avanzata oggi dai procuratori a Bagdad - non servirà a "fare giustizia" dei genocidi, delle torture, dei crimini atroci contro il popolo iracheno ed i fondamenti stessi dello stato di diritto commessi
1 MIN DI LETTURA

La richiesta di pena di morte per Saddam Hussein - avanzata oggi dai procuratori a Bagdad - non servirà a "fare giustizia" dei genocidi, delle torture, dei crimini atroci contro il popolo iracheno ed i fondamenti stessi dello stato di diritto commessi dall'ex uomo forte di Bagdad”.
E' quanto dichiara in una nota da Bruxelles Marco Cappato, deputato europeo (gruppo ALDE) della Rosa nel Pugno e membro del Consiglio Direttivo di Nessuno tocchi Caino.
“I crimini e le responsabilità imputate a Saddam Hussein - prosegue Cappato - sono gravissimi. La risposta però non è nella legge del taglione. Chi come Saddam Hussein - ma anche come Slobodan Milosevic e Charles Taylor - ha negato il diritto all'esistenza al proprio popolo ha diritto ad un processo equo, meglio se nel quadro di una giurisdizione internazionale, che "faccia giustizia" nel pieno rispetto dei diritti dell'imputato e senza prevedere la pena di morte.
Insieme a Marco Pannella chiediamo che il Parlamento europeo si rivolga alla Commissione, al Consiglio ed al Governo iracheno affinchè sia adottata una moratoria immediata su tutte le esecuzioni capitali, inclusa quella che potrebbe colpire Saddam, e la ripresa delle procedure di adesione allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale: unica via per costruire un sistema penale in grado di ristabilire, nel rispetto degli standard internazionali, un clima di convivenza pacifica dopo anni di negazione del diritto alla libertà, alla democrazia ed alla vita."
E' quanto dichiara in una nota da Bruxelles Marco Cappato, deputato europeo (gruppo ALDE) della Rosa nel Pugno e membro del Consiglio Direttivo di Nessuno tocchi Caino.
“I crimini e le responsabilità imputate a Saddam Hussein - prosegue Cappato - sono gravissimi. La risposta però non è nella legge del taglione. Chi come Saddam Hussein - ma anche come Slobodan Milosevic e Charles Taylor - ha negato il diritto all'esistenza al proprio popolo ha diritto ad un processo equo, meglio se nel quadro di una giurisdizione internazionale, che "faccia giustizia" nel pieno rispetto dei diritti dell'imputato e senza prevedere la pena di morte.
Insieme a Marco Pannella chiediamo che il Parlamento europeo si rivolga alla Commissione, al Consiglio ed al Governo iracheno affinchè sia adottata una moratoria immediata su tutte le esecuzioni capitali, inclusa quella che potrebbe colpire Saddam, e la ripresa delle procedure di adesione allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale: unica via per costruire un sistema penale in grado di ristabilire, nel rispetto degli standard internazionali, un clima di convivenza pacifica dopo anni di negazione del diritto alla libertà, alla democrazia ed alla vita."
— FONTI
- (Fonti: NtC, 19/06/2006)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
