IRAN: UN ALTRO CONDANNATO AD AVERE CAVATI GLI OCCHI
la magistratura iraniana nella città di Isfahan ha condannato un altro uomo ad avere gli occhi cavati, ha
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la magistratura iraniana nella città di Isfahan ha condannato un altro uomo ad avere gli occhi cavati, ha riportato l’agenzia statale ISNA.
L'uomo era stato condannato per aver deliberatamente versando acido sul volto di una donna di nome Massoumeh Ataei facendole perdere la vista.
I funzionari giudiziari del regime hanno pubblicamente difeso il diritto iraniano al taglio delle mani e dei piedi, alla rimozione di un occhio e alla lapidazione.
Il 10 aprile, Mohammad-Javad Larijani, capo del "Consiglio dei Diritti Umani", ha dichiarato: "Il problema è che l'Occidente non capisce che Qisas (legge del taglione) è diverso da esecuzione. Noi non ci vergogniamo di praticare la lapidazione o qualsiasi altra punizione islamica. Nessuno ha il diritto di dire a un giudice di evitare alcune sentenze perché le Nazioni Unite si arrabbiano. Dobbiamo difendere con fermezza e rigore le sentenze di lapidazione".
Larijani ha aggiunto: "Retribuzione e castigo sono cose belle e necessarie. E' una forma di tutela dei diritti individuali e civili delle persone in una società. Gli esecutori della sentenza sono davvero i difensori dei diritti umani. Si può dire che c'è umanità nella legge del taglione".
L'uomo era stato condannato per aver deliberatamente versando acido sul volto di una donna di nome Massoumeh Ataei facendole perdere la vista.
I funzionari giudiziari del regime hanno pubblicamente difeso il diritto iraniano al taglio delle mani e dei piedi, alla rimozione di un occhio e alla lapidazione.
Il 10 aprile, Mohammad-Javad Larijani, capo del "Consiglio dei Diritti Umani", ha dichiarato: "Il problema è che l'Occidente non capisce che Qisas (legge del taglione) è diverso da esecuzione. Noi non ci vergogniamo di praticare la lapidazione o qualsiasi altra punizione islamica. Nessuno ha il diritto di dire a un giudice di evitare alcune sentenze perché le Nazioni Unite si arrabbiano. Dobbiamo difendere con fermezza e rigore le sentenze di lapidazione".
Larijani ha aggiunto: "Retribuzione e castigo sono cose belle e necessarie. E' una forma di tutela dei diritti individuali e civili delle persone in una società. Gli esecutori della sentenza sono davvero i difensori dei diritti umani. Si può dire che c'è umanità nella legge del taglione".
— FONTI
- (Fonti: CNRI, 12/04/2014)
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