IRAN. TEHERAN ORDINA SILENZIO STAMPA SU ESECUZIONI
nel tentativo di arginare le proteste internazionali, le autorità iraniane hanno vietato ai giornali del paese di pubblicare notizie relative ad esecuzioni capitali, in particolar modo di minorenni.
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nel tentativo di arginare le proteste internazionali, le autorità iraniane hanno vietato ai giornali del paese di pubblicare notizie relative ad esecuzioni capitali, in particolar modo di minorenni.
Lo denuncia il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, secondo cui nel caso dei quotidiani Kargozaran e Etemaad l’ordine è partito direttamente dal Ministero della Cultura e della Guida Islamica.
Altre redazioni in tutto il paese sarebbero state contattate nelle ultime settimane da agenti del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS), con l’ordine di licenziare i reporter ancora intenzionati a trattare questo tipo di notizie.
I quotidiani Etemaad-Meli e Sarmaeh ed il settimanale Shahrvand sono solo alcuni degli organi di stampa cui è stata imposta la censura.
Sempre la Resistenza Iraniana denuncia che il MOIS disporrebbe di una lista-nera di tutti gli opinionisti, editori e giornalisti considerati inaffidabili dal regime di Teheran.
Il MOIS avrebbe ordinato di effettuare i licenziamenti prima delle elezioni presidenziali del prossimo giugno, imponendo agli editori il silenzio su queste pressioni.
Lo denuncia il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, secondo cui nel caso dei quotidiani Kargozaran e Etemaad l’ordine è partito direttamente dal Ministero della Cultura e della Guida Islamica.
Altre redazioni in tutto il paese sarebbero state contattate nelle ultime settimane da agenti del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS), con l’ordine di licenziare i reporter ancora intenzionati a trattare questo tipo di notizie.
I quotidiani Etemaad-Meli e Sarmaeh ed il settimanale Shahrvand sono solo alcuni degli organi di stampa cui è stata imposta la censura.
Sempre la Resistenza Iraniana denuncia che il MOIS disporrebbe di una lista-nera di tutti gli opinionisti, editori e giornalisti considerati inaffidabili dal regime di Teheran.
Il MOIS avrebbe ordinato di effettuare i licenziamenti prima delle elezioni presidenziali del prossimo giugno, imponendo agli editori il silenzio su queste pressioni.
— FONTI
- (Fonti: NCR-Iran.org, 14/09/2008)
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