IRAN: SETTE ATTIVISTI AHWAZI CONDANNATI A MORTE
sette arabi Ahwazi sono stati condannati a morte in segreto dal Tribunale Rivoluzionario dell’Iran di Ahwaz
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sette arabi Ahwazi sono stati condannati a morte in segreto dal Tribunale Rivoluzionario dell’Iran di Ahwaz City, riferiscono l’agenzia IranPress ed il gruppo Attivisti per i Diritti Umani in Iran.
L’Organizzazione Ahwaz per i Diritti Umani (AHRO) ha identificato i condannati a morte come Ali Saedi (25 anni), Valid Naisi (23), Majid Fardipour (Mahawi) (26), Da'iar Mahawi (50), Maher Mahawi (21), Ahmad Saedi, (28), Yousef Leftehpoor (25), alcuni dei quali noti attivisti per i diritti culturali della minoranza Ahwazi.
Altre due persone, Sayed Morteza Musawi e Adnan Biat, sono state condannate rispettivamente a due anni e tre anni e mezzo di reclusione.
Arrestati nell'agosto del 2007, i nove uomini sono stati imprigionati per mesi in isolamento nel carcere Karoon di Ahwaz, dove molti prigionieri politici ahwazi sono stati torturati e giustiziati. Tutti e nove sono stati inizialmente accusati di essersi convertiti dallo sciismo al sunnismo, in seguito sono stati accusati in relazione all’omicidio, avvenuto nel giugno 2007, del religioso sciita Hashem Saimari, nonché di “agire contro la sicurezza nazionale”. Saimari era noto per la sua violenta retorica contro i musulmani sunniti, che accusava di eresia. Era stato coinvolto nel reclutamento di giovani Ahwazi nelle forze paramilitari Bassij, oltre ad essere il portavoce locale del regime iraniano.
Imam della moschea Zahraa del distretto al-Hey Thawra di Ahwaz City, Saimari sarebbe stato inoltre legato ai servizi segreti iraniani.
Nessun gruppo Ahwazi ha mai rivendicato l’omicidio e nessuna prova è stata trovata a sostegno delle accuse contro gli arrestati, i quali hanno negato ogni coinvolgimento nella lotta armata e nell’omicidio.
Come tipico delle procedure del Tribunale Rivoluzionario contro i dissidenti – denunciano gli attivisti Ahwazi – agli imputati è stato negato l’accesso ad un avvocato.
L’Organizzazione Ahwaz per i Diritti Umani (AHRO) ha identificato i condannati a morte come Ali Saedi (25 anni), Valid Naisi (23), Majid Fardipour (Mahawi) (26), Da'iar Mahawi (50), Maher Mahawi (21), Ahmad Saedi, (28), Yousef Leftehpoor (25), alcuni dei quali noti attivisti per i diritti culturali della minoranza Ahwazi.
Altre due persone, Sayed Morteza Musawi e Adnan Biat, sono state condannate rispettivamente a due anni e tre anni e mezzo di reclusione.
Arrestati nell'agosto del 2007, i nove uomini sono stati imprigionati per mesi in isolamento nel carcere Karoon di Ahwaz, dove molti prigionieri politici ahwazi sono stati torturati e giustiziati. Tutti e nove sono stati inizialmente accusati di essersi convertiti dallo sciismo al sunnismo, in seguito sono stati accusati in relazione all’omicidio, avvenuto nel giugno 2007, del religioso sciita Hashem Saimari, nonché di “agire contro la sicurezza nazionale”. Saimari era noto per la sua violenta retorica contro i musulmani sunniti, che accusava di eresia. Era stato coinvolto nel reclutamento di giovani Ahwazi nelle forze paramilitari Bassij, oltre ad essere il portavoce locale del regime iraniano.
Imam della moschea Zahraa del distretto al-Hey Thawra di Ahwaz City, Saimari sarebbe stato inoltre legato ai servizi segreti iraniani.
Nessun gruppo Ahwazi ha mai rivendicato l’omicidio e nessuna prova è stata trovata a sostegno delle accuse contro gli arrestati, i quali hanno negato ogni coinvolgimento nella lotta armata e nell’omicidio.
Come tipico delle procedure del Tribunale Rivoluzionario contro i dissidenti – denunciano gli attivisti Ahwazi – agli imputati è stato negato l’accesso ad un avvocato.
— FONTI
- (Fonti: Ahwaz.org.uk, 06/10/2009)
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