IRAN: SEI PRIGIONIERI IMPICCATI
sei prigionieri sono stati impiccati in Iran, in tre diverse città.
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sei prigionieri sono stati impiccati in Iran, in tre diverse città.
I primi due uomini, che sono stati identificati come Vahid Shahbakhsh e Mahmoud Shahbakhsh, sono stati impiccati nel carcere principale di Zahedan, nell’Iran sud-orientale.
Vahid, di età compresa tra 30 e 40 anni, era stato condannato a morte e a tre anni di reclusione ed era detenuto nella sezione 4 del carcere.
Mahmoud, 26 anni, era detenuto nella sezione 1 dello stesso carcere.
Entrambi erano registrati come prigionieri “di sicurezza”, un termine che le autorità iraniane usano per prigionieri detenuti pur non avendo commesso crimini. Non ci sono informazioni su eventuali processi affrontati dai due.
Fonti interne al regime rendono noto che un altro prigioniero, identificato come Bahador Niroomand, è stato impiccato nel carcere principale di Bandar-Abbas.
Ancora altri tre detenuti - Morteza Rostami, Hooshang Saki e Mohammad Gholampour – sono stati giustiziati nel carcere Shahab di Kerman.
Queste ultime impiccagioni hanno avuto luogo proprio mentre il regime iraniano ha detto di acconsentire all’ingresso nel Paese di due esperti Onu sui diritti umani, ma non dello Special Rapporteur Onu sui diritti umani in Iran Ahmad Shaheed.
Quest’ultimo ha più volte chiesto di poter visitare l’Iran da quando nel 2010 è stato nominato, tuttavia non ha mai ottenuto autorizzazione.
Shaheed ha pubblicato numerosi rapporti sulle massicce violazioni dei diritti umani in Iran, divenendo bersaglio di attacchi personali e diffamatori da parte di Teheran.
Lo stesso Shaheed ha scritto nello scorso aprile: “Gli attacchi contro di me e altri funzionari Onu impallidiscono rispetto a quelli spesso riportati da iraniani che esercitano fondamentali libertà di espressione, credo, assemblea e associazione”.
I primi due uomini, che sono stati identificati come Vahid Shahbakhsh e Mahmoud Shahbakhsh, sono stati impiccati nel carcere principale di Zahedan, nell’Iran sud-orientale.
Vahid, di età compresa tra 30 e 40 anni, era stato condannato a morte e a tre anni di reclusione ed era detenuto nella sezione 4 del carcere.
Mahmoud, 26 anni, era detenuto nella sezione 1 dello stesso carcere.
Entrambi erano registrati come prigionieri “di sicurezza”, un termine che le autorità iraniane usano per prigionieri detenuti pur non avendo commesso crimini. Non ci sono informazioni su eventuali processi affrontati dai due.
Fonti interne al regime rendono noto che un altro prigioniero, identificato come Bahador Niroomand, è stato impiccato nel carcere principale di Bandar-Abbas.
Ancora altri tre detenuti - Morteza Rostami, Hooshang Saki e Mohammad Gholampour – sono stati giustiziati nel carcere Shahab di Kerman.
Queste ultime impiccagioni hanno avuto luogo proprio mentre il regime iraniano ha detto di acconsentire all’ingresso nel Paese di due esperti Onu sui diritti umani, ma non dello Special Rapporteur Onu sui diritti umani in Iran Ahmad Shaheed.
Quest’ultimo ha più volte chiesto di poter visitare l’Iran da quando nel 2010 è stato nominato, tuttavia non ha mai ottenuto autorizzazione.
Shaheed ha pubblicato numerosi rapporti sulle massicce violazioni dei diritti umani in Iran, divenendo bersaglio di attacchi personali e diffamatori da parte di Teheran.
Lo stesso Shaheed ha scritto nello scorso aprile: “Gli attacchi contro di me e altri funzionari Onu impallidiscono rispetto a quelli spesso riportati da iraniani che esercitano fondamentali libertà di espressione, credo, assemblea e associazione”.
— FONTI
- (Fonti: NCRI, 15/11/2014)
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