IRAN: RAGAZZO SARÀ GIUSTIZIATO QUANDO AVRA' 18 ANNI
un ragazzo di 16 anni, condannato a morte in Iran per l’uccisione accidentale di un amico, resterà nel
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un ragazzo di 16 anni, condannato a morte in Iran per l’uccisione accidentale di un amico, resterà nel braccio della morte fino a quando non potrà essere 'legalmente' giustiziato, quando cioè avrà 18 anni.
Il giovane, identificato come Abolfazl, è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso un altro ragazzo durante una rissa tra ubriachi. La famiglia della vittima ha chiesto il prezzo del sangue per rinunciare alla sua esecuzione.
Il sito web statale Tabnak ha riportato il 9 febbraio: "Tra quattro mesi Abolfazl compirà 17 anni e i giorni che gli restano passano velocemente. Lascerà il centro di correzione per affrontare la pena di morte quando compirà 18 anni”.
Abolfazl ha detto: "Mi manca mio padre. Nove mesi fa, quando ero qui, mi hanno detto che mio padre era morto. Aveva 40 anni. Lavorava duro e mi amava molto. Ha fatto tutto il possibile per darmi quello che volevo, se possibile. Quando ho sentito che era morto ho pianto molto. Avrei voluto vederlo, ma non me l’hanno permesso. Non mi hanno neanche permesso di andare al suo funerale”.
"Fin dall'inizio non ho avuto un avvocato e mi sono difeso da solo. Mi hanno dato un avvocato l'ultimo giorno, ma inutilmente."
Il giovane, identificato come Abolfazl, è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso un altro ragazzo durante una rissa tra ubriachi. La famiglia della vittima ha chiesto il prezzo del sangue per rinunciare alla sua esecuzione.
Il sito web statale Tabnak ha riportato il 9 febbraio: "Tra quattro mesi Abolfazl compirà 17 anni e i giorni che gli restano passano velocemente. Lascerà il centro di correzione per affrontare la pena di morte quando compirà 18 anni”.
Abolfazl ha detto: "Mi manca mio padre. Nove mesi fa, quando ero qui, mi hanno detto che mio padre era morto. Aveva 40 anni. Lavorava duro e mi amava molto. Ha fatto tutto il possibile per darmi quello che volevo, se possibile. Quando ho sentito che era morto ho pianto molto. Avrei voluto vederlo, ma non me l’hanno permesso. Non mi hanno neanche permesso di andare al suo funerale”.
"Fin dall'inizio non ho avuto un avvocato e mi sono difeso da solo. Mi hanno dato un avvocato l'ultimo giorno, ma inutilmente."
— FONTI
- (Fonti: NCR-Iran, Feb. 10, 2014)
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