IRAN: PRIGIONIERO POLITICO CURDO GIUSTIZIATO A MIANDOAB
un noto prigioniero politico curdo di 39 anni è stato giustiziato nella prigione di Miandoab, ha riferito il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).
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un noto prigioniero politico curdo di 39 anni è stato giustiziato nella prigione di Miandoab, ha riferito il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).
Mansour Arvand, un ex atleta di wrestling originario di Mahabad, era stato condannato nel 2012 per "Moharebeh" (inimicizia nei confronti di Dio) e per propaganda contro il regime e appartenenza al Partito Democratico del Kurdistan Iraniano.
Nel 2011, Arvand era stato arrestato nella sua casa di Mahabad, città curda nel nord-ovest dell'Iran, e tenuto in custodia per mesi dell'Intelligence iraniana (Etelaat). Un anno dopo, è stato accusato di collaborazione con il Partito Democratico del Kurdistan. Arvand ha negato le accuse, ma nel 2012 è stato condannato a morte dal Tribunale Rivoluzionario di Mahabad.
Arvand è stato trasferito nel 2014 nella prigione di Mahabad dove sarebbe stato informato che la sua sentenza capitale era stata ridotta all'ergastolo. Nel mese di maggio, Arvand è stato trasferito dalla prigione di Mahabad a quella di Miandoab senza alcuna spiegazione.
Secondo la Human Rights Defenders Association of Kurdistan, il 15 giugno, i genitori di Arvand sono stati convocati alla prigione e sono stati informati che il figlio era stato impiccato il giorno prima.
Secondo il CNRI, “durante i quattro anni di detenzione in varie prigioni, tra cui il carcere dell’intelligence di Mahabad e quello di Evin, è stato sottoposto alle più severe torture e soffriva di varie malattie a causa di questo, compresa un'infezione renale”.
Nel novembre 2014, insieme ad altri prigionieri politici curdi, Mansour Arvand aveva inscenato uno sciopero della fame, durato più di un mese, nella prigione centrale di Orumieh per protestare contro i tentativi da parte del regime di chiudere la sezione dei prigionieri politici e di trasferirli in quella dei detenuti comuni.
Mansour Arvand, un ex atleta di wrestling originario di Mahabad, era stato condannato nel 2012 per "Moharebeh" (inimicizia nei confronti di Dio) e per propaganda contro il regime e appartenenza al Partito Democratico del Kurdistan Iraniano.
Nel 2011, Arvand era stato arrestato nella sua casa di Mahabad, città curda nel nord-ovest dell'Iran, e tenuto in custodia per mesi dell'Intelligence iraniana (Etelaat). Un anno dopo, è stato accusato di collaborazione con il Partito Democratico del Kurdistan. Arvand ha negato le accuse, ma nel 2012 è stato condannato a morte dal Tribunale Rivoluzionario di Mahabad.
Arvand è stato trasferito nel 2014 nella prigione di Mahabad dove sarebbe stato informato che la sua sentenza capitale era stata ridotta all'ergastolo. Nel mese di maggio, Arvand è stato trasferito dalla prigione di Mahabad a quella di Miandoab senza alcuna spiegazione.
Secondo la Human Rights Defenders Association of Kurdistan, il 15 giugno, i genitori di Arvand sono stati convocati alla prigione e sono stati informati che il figlio era stato impiccato il giorno prima.
Secondo il CNRI, “durante i quattro anni di detenzione in varie prigioni, tra cui il carcere dell’intelligence di Mahabad e quello di Evin, è stato sottoposto alle più severe torture e soffriva di varie malattie a causa di questo, compresa un'infezione renale”.
Nel novembre 2014, insieme ad altri prigionieri politici curdi, Mansour Arvand aveva inscenato uno sciopero della fame, durato più di un mese, nella prigione centrale di Orumieh per protestare contro i tentativi da parte del regime di chiudere la sezione dei prigionieri politici e di trasferirli in quella dei detenuti comuni.
— FONTI
- (Fonti: CNRI, 15/06/2015; rudaw.net, 17/06/2015)
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