IRAN: OPPOSITORI RISCHIANO CONDANNA CAPITALE
il procuratore di Teheran ha annunciato che cinque persone sono state rinviate a giudizio davanti al Tribunale
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il procuratore di Teheran ha annunciato che cinque persone sono state rinviate a giudizio davanti al Tribunale rivoluzionario con l’accusa di Moharebeh (guerra contro Dio), rischiando pertanto la condanna a morte.
Riportato dall’agenzia ufficiale IRNA, il procuratore Abbas Jaafari Dolat Abadi ha affermato che questi individui erano membri dell'organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI) e li ha accusati di avere "organizzato i crimini molto gravi durante il giorno dell'Ashura," e di avere “tentato infatti di minare la struttura (del regime) in questo giorno”. In questi ultimi mesi – fa sapere la Resistenza Iraniana - il regime dei mullah ha tentato di preparare il campo all'esecuzione dei manifestanti incarcerati, servendosi di simulacri di processi e di confessioni forzate. In seguito al sollevamento dell'Ashura, una serie di responsabili del regime hanno accusato gli insorti di essere dei Mohareb e perciò passibili della pena di morte.
Essere dei Mohareb porta a dover subire diverse punizioni che vanno dell'esilio, all'amputazione del braccio destro e della gamba sinistra o all'impiccagione.
La Resistenza iraniana fa un appello contro le uccisioni di detenuti protagonisti delle manifestazioni e dei prigionieri politici, rivolgendosi al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, all'Alto Commissariato per diritti dell'uomo e ad altre organizzazioni per la salvaguardia dei diritti umani.
La Resistenza chiede che si prendano misure urgenti per impedire l'esecuzione dei prigionieri politici. Il silenzio della comunità internazionale di fronte a questa ferocia – continua la Resistenza - ha lasciato le mani libere ai mullah per uccidere e soffocare coloro che aspirano ad un Iran libero.
Riportato dall’agenzia ufficiale IRNA, il procuratore Abbas Jaafari Dolat Abadi ha affermato che questi individui erano membri dell'organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI) e li ha accusati di avere "organizzato i crimini molto gravi durante il giorno dell'Ashura," e di avere “tentato infatti di minare la struttura (del regime) in questo giorno”. In questi ultimi mesi – fa sapere la Resistenza Iraniana - il regime dei mullah ha tentato di preparare il campo all'esecuzione dei manifestanti incarcerati, servendosi di simulacri di processi e di confessioni forzate. In seguito al sollevamento dell'Ashura, una serie di responsabili del regime hanno accusato gli insorti di essere dei Mohareb e perciò passibili della pena di morte.
Essere dei Mohareb porta a dover subire diverse punizioni che vanno dell'esilio, all'amputazione del braccio destro e della gamba sinistra o all'impiccagione.
La Resistenza iraniana fa un appello contro le uccisioni di detenuti protagonisti delle manifestazioni e dei prigionieri politici, rivolgendosi al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, all'Alto Commissariato per diritti dell'uomo e ad altre organizzazioni per la salvaguardia dei diritti umani.
La Resistenza chiede che si prendano misure urgenti per impedire l'esecuzione dei prigionieri politici. Il silenzio della comunità internazionale di fronte a questa ferocia – continua la Resistenza - ha lasciato le mani libere ai mullah per uccidere e soffocare coloro che aspirano ad un Iran libero.
— FONTI
- (Fonti: Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, 08/01/2010)
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