IRAN. MINORE CONDANANTO A MORTE
un tribunale in Iran ha condannato a morte quattro uomini, tra cui un minore, per aver stuprato un uomo dopo una lite, ha riportato il giornale Etemad Melli.
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un tribunale in Iran ha condannato a morte quattro uomini, tra cui un minore, per aver stuprato un uomo dopo una lite, ha riportato il giornale Etemad Melli.
I giudici della provincia nord-occidentale dell’Est Azerbaijan hanno giudicato colpevoli i quattro uomini, identificati solo con i nomi di battessimo, Hamid, Ebrahim, Mehdi e Mohammad, per aver stuprato Hojat. Ora le condanne devono solo essere approvate dalla Corte Suprema di Stato.
Secondo il quotidiano i quattro hanno negato ogni accusa dicendo che la polizia li ha costretti a firmare una falsa confessione.
“Dopo la lite.. la polizia ha arrestato me e Mohammad e ci ha costretto a confessare. L’agente ha detto ‘scrivete quello che vi dico’,” ha dichiarato il 17enne Mehdi.
Il verdetto è stato emesso sulla base della “coscienza del giudice”. Secondo il codice penale iraniano questa legge permette al giudice di decidere del caso.
“Abbiamo avuto dei problemi con la vittima e la sua famiglia, e loro ci hanno querelato. Ora ci accusano,” ha detto Hamid, un altro dei condannati. “L’agente di polizia mi ha chiesto di dichiararmi colpevole dicendo che se lo facevo si sarebbe occupato del problema… così, sotto pressione ho scritto tutto quello che lui diceva e poi ho messo la mia impronta digitale,” ha aggiunto Hamid.
I giudici della provincia nord-occidentale dell’Est Azerbaijan hanno giudicato colpevoli i quattro uomini, identificati solo con i nomi di battessimo, Hamid, Ebrahim, Mehdi e Mohammad, per aver stuprato Hojat. Ora le condanne devono solo essere approvate dalla Corte Suprema di Stato.
Secondo il quotidiano i quattro hanno negato ogni accusa dicendo che la polizia li ha costretti a firmare una falsa confessione.
“Dopo la lite.. la polizia ha arrestato me e Mohammad e ci ha costretto a confessare. L’agente ha detto ‘scrivete quello che vi dico’,” ha dichiarato il 17enne Mehdi.
Il verdetto è stato emesso sulla base della “coscienza del giudice”. Secondo il codice penale iraniano questa legge permette al giudice di decidere del caso.
“Abbiamo avuto dei problemi con la vittima e la sua famiglia, e loro ci hanno querelato. Ora ci accusano,” ha detto Hamid, un altro dei condannati. “L’agente di polizia mi ha chiesto di dichiararmi colpevole dicendo che se lo facevo si sarebbe occupato del problema… così, sotto pressione ho scritto tutto quello che lui diceva e poi ho messo la mia impronta digitale,” ha aggiunto Hamid.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 09/08/2008)
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