IRAN - La Corte Suprema ha confermato la condanna a morte di un uomo, Meisam, accusato di aver offeso il Profeta sui social media.
IRAN - La Corte Suprema ha confermato la condanna a morte di un uomo, Meisam, accusato di aver offeso il Profeta sui social media.
La Corte Suprema ha confermato la condanna a morte di un uomo, Meisam, accusato di aver offeso il Profeta sui social media. Un uomo di 39 anni è stato condannato a morte dalle autorità iraniane per "aver insultato il profeta e gli imam" attraverso i messaggi inviati su Telegram, un'app di messaggistica istantanea. La notizia è riportata dall’agenzia filogovernativa ROKNA, che ha identificato l'uomo solo con il nome di battesimo, Meisam. Oltre alla condanna a morte per blasfemia, l’imputato è stato anche condannato a una pena detentiva, alla fustigazione e ad una multa per aver bevuto alcol, fabbricato alcol in casa, detenuto una bomboletta di spray al pepe, propaganda contro lo stato e altre imputazioni minori. Rokna ha affermato che il tribunale non ha accettato il “pentimento” dell’imputato, ritenendo invece grave che l’imputato avesse agito “sotto l'influenza di gruppi dissidenti". Secondo l'articolo 262 del codice penale islamico iraniano, insultare i profeti è punibile con la condanna a morte.
- (Fonte: Iran Human Rights)
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