IRAN: IMPICCATO PRIGIONIERO POLITICO CURDO
il prigioniero politico curdo Ehsan (Esmail) Fattahian, 28 anni, è stato impiccato di mattina nella prigione di
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il prigioniero politico curdo Ehsan (Esmail) Fattahian, 28 anni, è stato impiccato di mattina nella prigione di Sanandaj, capoluogo della provincia del Kordestan (Kurdistan iraniano).
Secondo Amnesty International, l’avvocato del condannato è stato convocato per assistere alla sua esecuzione.
Ehsan aveva avviato lo sciopero della fame e della sete da domenica 8 novembre, come protesta per la sua condanna a morte. E’ stato riconosciuto essere un "moharebeh" (in guerra contro Dio) e legato ad un gruppo curdo armato clandestino, che si pensa sia il Kurdistan Independent Life Party (PJAK).
Fattahian è stato arrestato tra aprile e agosto 2008; alcune fonti riferiscono che ha subito torture durante il periodo di detenzione.
La prima sezione del Tribunale Rivoluzionario di Sanandaj lo aveva condannato a 10 anni di carcere "da scontare in esilio", dopo un processo in cui gli è stata negata la presenza di un avvocato. Contro il verdetto si erano appellati sia Fattahian Ehsan che il procuratore e nel gennaio 2009 la quarta sezione della Corte di Appello del Kordestan ha ribaltato il verdetto iniziale. La condanna capitale è stata in seguito confermata anche dalla Corte Suprema iraniana.
Le numerose campagne dei gruppi locali ed internazionali per i diritti umani, che hanno chiesto all’Onu e alla UE e alla comunità internazionale di esercitare pressioni sulle autorità al fine di fermare l’esecuzione di Ehsan, non hanno dato alcun risultato.
Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights, ha dichiarato: “il nostro pensiero va alla famiglia di Ehsan e ai suoi amici e a tutti coloro che si battono per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo. Condanniamo con forza l’esecuzione di Ehsan. I leader iraniani devono sapere che l’impiccagione e le torture non risolvono i gravi problemi del regime iraniano, e che finiranno per essere ritenuti responsabili per i loro atti”.
Secondo Amnesty International, l’avvocato del condannato è stato convocato per assistere alla sua esecuzione.
Ehsan aveva avviato lo sciopero della fame e della sete da domenica 8 novembre, come protesta per la sua condanna a morte. E’ stato riconosciuto essere un "moharebeh" (in guerra contro Dio) e legato ad un gruppo curdo armato clandestino, che si pensa sia il Kurdistan Independent Life Party (PJAK).
Fattahian è stato arrestato tra aprile e agosto 2008; alcune fonti riferiscono che ha subito torture durante il periodo di detenzione.
La prima sezione del Tribunale Rivoluzionario di Sanandaj lo aveva condannato a 10 anni di carcere "da scontare in esilio", dopo un processo in cui gli è stata negata la presenza di un avvocato. Contro il verdetto si erano appellati sia Fattahian Ehsan che il procuratore e nel gennaio 2009 la quarta sezione della Corte di Appello del Kordestan ha ribaltato il verdetto iniziale. La condanna capitale è stata in seguito confermata anche dalla Corte Suprema iraniana.
Le numerose campagne dei gruppi locali ed internazionali per i diritti umani, che hanno chiesto all’Onu e alla UE e alla comunità internazionale di esercitare pressioni sulle autorità al fine di fermare l’esecuzione di Ehsan, non hanno dato alcun risultato.
Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights, ha dichiarato: “il nostro pensiero va alla famiglia di Ehsan e ai suoi amici e a tutti coloro che si battono per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo. Condanniamo con forza l’esecuzione di Ehsan. I leader iraniani devono sapere che l’impiccagione e le torture non risolvono i gravi problemi del regime iraniano, e che finiranno per essere ritenuti responsabili per i loro atti”.
— FONTI
- (Fonti: Iran Human Rights, 11/11/09)
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