IRAN: IMPICCATI MINORE E ALTRI QUATTRO
cinque persone, incluso un minorenne, sono state impiccate in Iran. La notizia è stata riportata da fonti non
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cinque persone, incluso un minorenne, sono state impiccate in Iran. La notizia è stata riportata da fonti non ufficiali interne alla Repubblica Islamica, secondo cui Mosleh Zamani, 20 anni, è stato giustiziato per uno stupro che avrebbe commesso quando aveva 17 anni.
Zamani e le altre quattro persone non identificate sono stati impiccati nella prigione di Dizelabad, nella città occidentale di Kermanshah.
Il ragazzo era stato condannato per avere stuprato nel 2006 la donna con cui aveva una relazione.
In un’intervista alla BBC in lingua persiana, Sanaz Zamani, sorella di Mosleh, ha confermato la notizia dell’impiccagione e ha dichiarato che Saleh Samani, fidanzata di Zamani, non aveva lamentato alcuna violenza.
La sorella del ragazzo ha inoltre detto di aver ottenuto una lettera dal medico legale nella quale si dimostra che non ci sono state relazioni sessuali tra i due.
Sanaz Zamani ha continuato spiegando che il fratello era stato condannato per “Shararat”, ma solo tre persone del villaggio avevano sottoscritto quest’accusa. “Shararat” è un termine piuttosto impreciso che indica “atti malefici” e viene frequentemente utilizzato per indicare la violazione della legge e dell’ordine o comportamenti sociali inappropriati.
Mosleh è il quinto minore giustiziato in Iran nel 2009. Né funzionari iraniani né i media governativi hanno menzionato la notizia delle cinque esecuzioni di Kermanshah.
Iran Human Rights non ha fornito dettagli relativi all’identità delle altre quattro persone giustiziate nella città iraniana.
Zamani e le altre quattro persone non identificate sono stati impiccati nella prigione di Dizelabad, nella città occidentale di Kermanshah.
Il ragazzo era stato condannato per avere stuprato nel 2006 la donna con cui aveva una relazione.
In un’intervista alla BBC in lingua persiana, Sanaz Zamani, sorella di Mosleh, ha confermato la notizia dell’impiccagione e ha dichiarato che Saleh Samani, fidanzata di Zamani, non aveva lamentato alcuna violenza.
La sorella del ragazzo ha inoltre detto di aver ottenuto una lettera dal medico legale nella quale si dimostra che non ci sono state relazioni sessuali tra i due.
Sanaz Zamani ha continuato spiegando che il fratello era stato condannato per “Shararat”, ma solo tre persone del villaggio avevano sottoscritto quest’accusa. “Shararat” è un termine piuttosto impreciso che indica “atti malefici” e viene frequentemente utilizzato per indicare la violazione della legge e dell’ordine o comportamenti sociali inappropriati.
Mosleh è il quinto minore giustiziato in Iran nel 2009. Né funzionari iraniani né i media governativi hanno menzionato la notizia delle cinque esecuzioni di Kermanshah.
Iran Human Rights non ha fornito dettagli relativi all’identità delle altre quattro persone giustiziate nella città iraniana.
— FONTI
- (Fonti: Iran Human Rights, 18/12/2009)
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