IRAN: IHR, CENTINAIA DI ESECUZIONI NEL CARCERE DI MASHHAD NELL’ULTIMO ANNO
sarebbero centinaia le esecuzioni capitali effettuate nell’ultimo anno nel carcere Vakilabad
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sarebbero centinaia le esecuzioni capitali effettuate nell’ultimo anno nel carcere Vakilabad di Mashhad, nell'Iran nord-orientale, rivela 'Iran Human Rights' (Ihr), ong che si batte contro la pena di morte nella Repubblica Islamica.
Fonti iraniane citate da Ihr riferiscono che le esecuzioni a Mashhad hanno avuto luogo in segreto e senza preavvisare né i detenuti né i loro familiari.
La maggior parte dei giustiziati, riferisce il sito web di Ihr, era stata riconosciuta colpevole di reati legati alla droga.
"Ci sono riscontri su esecuzioni di massa", ha affermato Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Ihr, riferendosi alle voci sempre piu' insistenti su quanto sta accadendo a Valikabad. "Decine, forse centinaia di detenuti, e noi riteniamo siano centinaia, sono in pericolo di imminente esecuzione", ha aggiunto l'avvocato invocando "l'intervento della comunita' internazionale, in particolare dell'Onu, affinché invii lo Special Rapporteur per indagare su queste testimonianze".
Le rivelazioni delle fonti citate da 'Ihr' su esecuzioni di massa a Mashhad trovano conferma nella testimonianza pubblicata circa due settimane fa dal sito web d'opposizione 'Green Voice of Freedom', secondo cui sarebbero stati giustiziati 70 prigionieri senza preavviso.
Uno studente di teologia vicino all'ex presidente riformista Mohammad Khatami, Ahmad Ghabel, che ha trascorso 170 giorni nel carcere di Vakilabad ed è stato rilasciato a giugno, ha detto essere almeno 50 le persone giustiziate nel carcere nel periodo della sua detenzione. Il 10 aprile – ha aggiunto Ghabel - 35 prigionieri sono stati impiccati a Vakilabad. Di queste esecuzioni solo cinque sono state riportate dalla stampa ufficiale.
Secondo diverse fonti, nelle carceri iraniane si sta eseguendo il piano del capo della magistratura, l'ayatollah Sadeq Larijani, che avrebbe inviato una lettera riservata alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, chiedendogli il proprio avallo politico per rendere esecutive 1.120 sentenze di morte gia' emesse dai tribunali del Paese.
Fonti iraniane citate da Ihr riferiscono che le esecuzioni a Mashhad hanno avuto luogo in segreto e senza preavvisare né i detenuti né i loro familiari.
La maggior parte dei giustiziati, riferisce il sito web di Ihr, era stata riconosciuta colpevole di reati legati alla droga.
"Ci sono riscontri su esecuzioni di massa", ha affermato Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Ihr, riferendosi alle voci sempre piu' insistenti su quanto sta accadendo a Valikabad. "Decine, forse centinaia di detenuti, e noi riteniamo siano centinaia, sono in pericolo di imminente esecuzione", ha aggiunto l'avvocato invocando "l'intervento della comunita' internazionale, in particolare dell'Onu, affinché invii lo Special Rapporteur per indagare su queste testimonianze".
Le rivelazioni delle fonti citate da 'Ihr' su esecuzioni di massa a Mashhad trovano conferma nella testimonianza pubblicata circa due settimane fa dal sito web d'opposizione 'Green Voice of Freedom', secondo cui sarebbero stati giustiziati 70 prigionieri senza preavviso.
Uno studente di teologia vicino all'ex presidente riformista Mohammad Khatami, Ahmad Ghabel, che ha trascorso 170 giorni nel carcere di Vakilabad ed è stato rilasciato a giugno, ha detto essere almeno 50 le persone giustiziate nel carcere nel periodo della sua detenzione. Il 10 aprile – ha aggiunto Ghabel - 35 prigionieri sono stati impiccati a Vakilabad. Di queste esecuzioni solo cinque sono state riportate dalla stampa ufficiale.
Secondo diverse fonti, nelle carceri iraniane si sta eseguendo il piano del capo della magistratura, l'ayatollah Sadeq Larijani, che avrebbe inviato una lettera riservata alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, chiedendogli il proprio avallo politico per rendere esecutive 1.120 sentenze di morte gia' emesse dai tribunali del Paese.
— FONTI
- (Fonti: IHR, 25/08/2010)
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