IRAN: AMBASCIATORE IN ITALIA, ‘PRESTO LAPIDAZIONE ABOLITA’
l’ambasciatore iraniano in Italia ha dichiarato che il parlamento di Teheran approverà
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l’ambasciatore iraniano in Italia ha dichiarato che il parlamento di Teheran approverà a breve un nuovo codice penale che non prevede più la lapidazione come pena da infliggere agli adulteri.
'C'e' una maggioranza favorevole in Parlamento e siamo a buon punto per l'approvazione definitiva della legge', ha spiegato in un colloquio con l'ANSA l'ambasciatore iraniano a Roma Seyed Mohammad Ali Hossaini, mentre continua la mobilitazione internazionale per salvare la vita di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana accusata di adulterio e concorso in omicidio del marito.
La riforma del codice penale è stata già approvata dalla Commissione Giustizia del Parlamento iraniano e attende ora di essere votata in plenaria. Per entrare in vigore dovra' passare poi al vaglio del Consiglio dei Guardiani, la Corte Costituzionale iraniana, cui comunque e' gia' stata inviata per un parere preventivo.
Nessuna relazione pero', secondo il diplomatico iraniano, con il caso Sakineh. In primo luogo perche' la Repubblica Islamica 'non si lascia influenzare' dalle 'pressioni mediatiche e politiche' di alcuni Paesi occidentali che hanno 'strumentalizzato a fini politici' la vicenda mentre sono rimasti in silenzio davanti all'esecuzione negli Stati Uniti di Teresa Lewis, la donna americana condannata per lo stesso reato di Sakineh. E poi perche', ha ricordato Ali Hossaini, gia' nel 2002 l'allora capo del potere giudiziario, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, emise un'ordinanza in cui invitava i magistrati a sospendere le esecuzioni per lapidazione dei colpevoli di adulterio.
Non si trattava tuttavia di una disposizione vincolante, e da allora le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato almeno una decina di casi di persone lapidate, di cui tre ammessi dalla stessa autorita' giudiziaria. Da notare che nel novembre 2006, l’allora ministro della Giustizia Jamal Karimi-Rad aveva assicurato che l’Iran non effettua lapidazioni, tuttavia questo tipo di esecuzioni sono proseguite anche dopo.
L'iter giudiziario della 'signora Ashtiani' - ha concluso l’Ambasciatore iraniano smentendo che la donna sia gia' stata condannata - prosegue e nulla e' gia' stato deciso.
La riforma del codice penale è stata già approvata dalla Commissione Giustizia del Parlamento iraniano e attende ora di essere votata in plenaria. Per entrare in vigore dovra' passare poi al vaglio del Consiglio dei Guardiani, la Corte Costituzionale iraniana, cui comunque e' gia' stata inviata per un parere preventivo.
Nessuna relazione pero', secondo il diplomatico iraniano, con il caso Sakineh. In primo luogo perche' la Repubblica Islamica 'non si lascia influenzare' dalle 'pressioni mediatiche e politiche' di alcuni Paesi occidentali che hanno 'strumentalizzato a fini politici' la vicenda mentre sono rimasti in silenzio davanti all'esecuzione negli Stati Uniti di Teresa Lewis, la donna americana condannata per lo stesso reato di Sakineh. E poi perche', ha ricordato Ali Hossaini, gia' nel 2002 l'allora capo del potere giudiziario, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, emise un'ordinanza in cui invitava i magistrati a sospendere le esecuzioni per lapidazione dei colpevoli di adulterio.
Non si trattava tuttavia di una disposizione vincolante, e da allora le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato almeno una decina di casi di persone lapidate, di cui tre ammessi dalla stessa autorita' giudiziaria. Da notare che nel novembre 2006, l’allora ministro della Giustizia Jamal Karimi-Rad aveva assicurato che l’Iran non effettua lapidazioni, tuttavia questo tipo di esecuzioni sono proseguite anche dopo.
L'iter giudiziario della 'signora Ashtiani' - ha concluso l’Ambasciatore iraniano smentendo che la donna sia gia' stata condannata - prosegue e nulla e' gia' stato deciso.
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 29/09/2010)
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