IRAN: 11 DETENUTI IMPICCATI IN CARCERE A KARAJ
11 persone condannate per reati di droga sono state impiccate la mattina presto nel carcere Ghezelhesar di Karaj, hanno riferito a Iran Human Rights (IHR) fonti interne al carcere.
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11 persone condannate per reati di droga sono state impiccate la mattina presto nel carcere Ghezelhesar di Karaj, hanno riferito a Iran Human Rights (IHR) fonti interne al carcere.
Tra i giustiziati figura l’insegnante Mahmood Barati, che secondo una fonte di IHR era stato arrestato sulla base di false accuse. Barati era stato fermato dalle aurità 10 anni fa e condannato a morte solo sulla base della testimonianza fornita da un altro imputato per reati di droga.
Il testimone chiave, che fu in seguito giustiziato, ritrattò la sua dichiarazione due volte.
Barati non aveva precedenti penali e all’epoca dell’arresto lavorava come insegnante a Taybad, nell’Iran orientale.
Non gli è stato concesso di vedere i suoi familiari un ultima volta.
Tra gli altri giustiziati ci sono "Ali Tafreshi", "Mehdi rahimi" dalla sezione 2 del carcere di Ghezelhesar, "Hossein Rostami" proveniente dal carcere di Fasha, cinque prigionieri del “Carcere Centrale di Teheran” e un altro detenuto non identificato.
Il portavoce di Iran Human Rights, Mahmood Amiry-Moghaddam, ha dichiarato: “Mahmood Barati è soltanto uno dei molti prigionieri innocenti giustiziati dalle autorità iraniane per reati legati alle droghe. La comunità internazionale deve esercitare pressioni sull’Iran affinché fermi queste esecuzioni arbitrarie effettuate con la scusa di combattere il traffico di droga”.
Tra i giustiziati figura l’insegnante Mahmood Barati, che secondo una fonte di IHR era stato arrestato sulla base di false accuse. Barati era stato fermato dalle aurità 10 anni fa e condannato a morte solo sulla base della testimonianza fornita da un altro imputato per reati di droga.
Il testimone chiave, che fu in seguito giustiziato, ritrattò la sua dichiarazione due volte.
Barati non aveva precedenti penali e all’epoca dell’arresto lavorava come insegnante a Taybad, nell’Iran orientale.
Non gli è stato concesso di vedere i suoi familiari un ultima volta.
Tra gli altri giustiziati ci sono "Ali Tafreshi", "Mehdi rahimi" dalla sezione 2 del carcere di Ghezelhesar, "Hossein Rostami" proveniente dal carcere di Fasha, cinque prigionieri del “Carcere Centrale di Teheran” e un altro detenuto non identificato.
Il portavoce di Iran Human Rights, Mahmood Amiry-Moghaddam, ha dichiarato: “Mahmood Barati è soltanto uno dei molti prigionieri innocenti giustiziati dalle autorità iraniane per reati legati alle droghe. La comunità internazionale deve esercitare pressioni sull’Iran affinché fermi queste esecuzioni arbitrarie effettuate con la scusa di combattere il traffico di droga”.
— FONTI
- (Fonti: Iran Human Rights, 8/9/2015)
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