INDONESIA. RIMANDATA ESECUZIONE DEI TRE CRISTIANI
l’esecuzione dei tre cattolici indonesiani, che dovevano essere fucilati intorno alla mezzanotte di ieri, non è avvenuta. Al momento nessuna comunicazione ufficiale sulla nuova data dell'esecuzione, che si presume avverrà non prima di domani.
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l’esecuzione dei tre cattolici indonesiani, che dovevano essere fucilati intorno alla mezzanotte di ieri, non è avvenuta. Al momento nessuna comunicazione ufficiale sulla nuova data dell'esecuzione, che si presume avverrà non prima di domani. “L’esecuzione avrà luogo nelle prime ore di venerdì” (ora di Palu) ha reso noto p. Jimmy Tumbeleka, la guida spirituale dei tre condannati, e che li ha seguiti durante la detenzione. Fin dall’inizio, però, le autorità non ne hanno mai comunicato l'orario esatto. Anche ora non ci sono commenti, né annunci ufficiali circa una nuova scadenza. Secondo le dichiarazioni di p. Tumbeleka, riportate dal quotidiano Jakarta Post, la decisione di giustiziare i tre domani è seguita ad un incontro tra i responsabili della polizia provinciale. Fabianus Tibo, 60 anni, Marinus Riwu, 48, e Dominggus da Silva, 42, sono giudicati responsabili di un massacro di musulmani avvenuto durante gli scontri interreligiosi di Poso nel 2000; molti gruppi cristiani e per i diritti umani ritengono Tibo e compagni dei capri espiatori vittime di un processo iniquo. I tre dovevano già essere morti lo scorso 12 agosto, ma in seguito alle forte proteste internazionali per la loro condanna e ad un appello del Papa, la loro esecuzione è stata rimandata all’ultimo minuto. Anche il Ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema si è espresso in favore dei tre cristiani. La farnesina infatti ha reso noto ieri che D’Alema, nel corso dell' incontro bilaterale avuto a New York con il suo omologo indonesiano Wirajuda a margine della 61/ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha espressamente sollevato la questione della condanna a morte dei tre cristiani. A riguardo il Ministro D'Alema ha rivolto un forte appello al suo interlocutore affinché, sulla base di motivazioni umanitarie, la sentenza capitale non venga eseguita. Intanto ieri, alla vigilia della loro esecuzione, i tre cristiani hanno espresso il desiderio di essere giustiziati in pubblico. Lo ha riferito il figlio di Tibo, dopo l’ultimo incontro con il padre: “In questo modo saranno soddisfatti coloro che ci vogliono uccidere”.
— FONTI
- (Fonti www.asianews.it, 21/09/2006)
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