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INDIA

INDIA. KASHMIR SCIOPERO CONTRO LA PENA DI MORTE

un giorno di sciopero per chiedere che non venga inflitta la pena di morte a Mohammed Afzal, un uomo condannato per un raid al parlamento indiano nel 2001 ha paralizzato gran parte del Kashmir, secondo quanto riferito da residenti.

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un giorno di sciopero per chiedere che non venga inflitta la pena di morte a Mohammed Afzal, un uomo condannato per un raid al parlamento indiano nel 2001 ha paralizzato gran parte del Kashmir, secondo quanto riferito da residenti. Molte scuole, negozi, uffici postali e banche sono rimaste chiuse nella capitale estiva di Srinagar, mentre sulle strade c’era poco traffico. Lo sciopero ha anche causato la chiusura di molti uffici statali e para statali.
La chiusura è stata notata anche nelle principali strade delle aree a maggioranza musulmana del Kashmir come Sopore.
"Sopore sembra deserta perchè lo sciopero ne ha totalmente paralizzato le attività," ha detto al telefono uno degli abitanti, Mushtaq Ahmed.
Lo sciopero era sostenuto sia dalle fazioni più integraliste che da quelle moderate appartenenti alla stessa alleanza separatista, la “All Parties Hurriyat Conference”.
La Corte Suprema Indiana il 4 agosto ha confermato il verdetto dell’alta corte del 2003 che condannava Afzal a morte per aver partecipato nell’organizzazione del raid, nel quale cinque uomini armati presero d’assalto il parlamento prima di essere trucidati dalle forze di sicurezza.
"Lo sciopero era finalizzato a chiedere l’abbandono della pena di morte," ha detto Yasin Malik, capo del fronte del Kashmir per l’indipendenza (Jammu Kashmir Liberation Front (JKLF)).
Nel confermare la condanna capitale, la Corte Suprema ha detto che non c’erano dubbi sul coinvolgimento di Afzal nell’attacco.
Se verrà impiccato, Afzal sarà il secondo uomo del Kashmir ad essere giustiziato dall’India dal 1984, quando Maqbool Bhat , fondatore del JKLF è stato impiccato per omicidio.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 08/08/2005)