In un incontro con la stampa avvenuto a Bruxelles,...
In un incontro con la stampa avvenuto a Bruxelles, per presentare la "Giornata mondiale contro la pena di morte" del 10 ottobre, la Commissione Europea ha riaffermato la sua opposizione alla pena di morte
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In un incontro con la stampa avvenuto a Bruxelles, per presentare la "Giornata mondiale contro la pena di morte" del 10 ottobre, la Commissione Europea ha riaffermato la sua opposizione alla pena di morte. All'incontro ha partecipato anche una donna libanese di 29 anni, Antoinette Chahine, che ha rievocato la tortura a cui è stata sottoposta e la pena di morte che le è stata comminata in Libano, prima di essere successivamente riconosciuta innocente.
Danièle Smadja, Direttore delle Relazioni Esterne e Diritti Umani della Commissione, ha affermato che la priorità è ottenere una moratoria sulla pena di morte. In mancanza di questo, l'obiettivo, secondo lei, dovrebbe essere quello di limitarne l'applicazione escludendo, ad esempio, l'esecuzione di minori o di donne incinte.
Danièle Smadja si è mostrata molto prudente circa la possibilità di imporre sanzioni economiche o diplomatiche nei confronti di paesi mantenitori della pena di morte, dicendo che "non è uno strumento facile da usare".
Sarebbe meglio "continuare a impegnarsi nei confronti del paese", come ha fatto la Commissione che, ha ricordato Danièle Smadja, ha sollevato "molto spesso" il problema nei suoi colloqui con gli Stati Uniti e la Cina.
Il Consiglio dei Ministri dell'UE, ha fatto notare Smadja, ha adottato le sue Linee Guida nei confronti dei paesi che hanno la pena di morte nel giugno del 1998, e ha stanziato 5 milioni di euro del Bilancio 2002 dell'UE per finanziare progetti contro la pena di morte.
All'incontro ha partecipato anche Michel Taube della "Coalizione mondiale contro la pena di morte" di cui fa parte anche Amnesty International, il quale ha affermato che diplomazia e campagne di sensibilizzazione sono il modo migliore per sostenere la causa mentre le "sanzioni potrebbero essere controproducenti".
Circa le intenzioni di un boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 in segno di protesta contro le esecuzioni in Cina, Taube non si è detto "sicuro che un boicottaggio sia la soluzione migliore".
Il 29 settembre scorso, una delegazione di Nessuno tocchi Caino ha incontrato il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, il quale aveva espresso il suo sostegno all´iniziativa di Nessuno Tocchi Caino e il suo favore a che la campagna "ormai decennale per una moratoria mondiale delle esecuzioni trovi la giusta conclusione in Assemblea Generale".
"Sospendere la pena di morte non è solo un atto di prudenza, ma anche di saggezza," aveva affermato al termine dell´incontro Prodi che si era presentato alla stampa davanti alle bandiere dell'Europa e con a fianco, da un alto, l´ex governatore dell´Illinois George Ryan e, dall'altro, l'ex condannato a morte Leroy Orange da lui graziato.
Danièle Smadja, Direttore delle Relazioni Esterne e Diritti Umani della Commissione, ha affermato che la priorità è ottenere una moratoria sulla pena di morte. In mancanza di questo, l'obiettivo, secondo lei, dovrebbe essere quello di limitarne l'applicazione escludendo, ad esempio, l'esecuzione di minori o di donne incinte.
Danièle Smadja si è mostrata molto prudente circa la possibilità di imporre sanzioni economiche o diplomatiche nei confronti di paesi mantenitori della pena di morte, dicendo che "non è uno strumento facile da usare".
Sarebbe meglio "continuare a impegnarsi nei confronti del paese", come ha fatto la Commissione che, ha ricordato Danièle Smadja, ha sollevato "molto spesso" il problema nei suoi colloqui con gli Stati Uniti e la Cina.
Il Consiglio dei Ministri dell'UE, ha fatto notare Smadja, ha adottato le sue Linee Guida nei confronti dei paesi che hanno la pena di morte nel giugno del 1998, e ha stanziato 5 milioni di euro del Bilancio 2002 dell'UE per finanziare progetti contro la pena di morte.
All'incontro ha partecipato anche Michel Taube della "Coalizione mondiale contro la pena di morte" di cui fa parte anche Amnesty International, il quale ha affermato che diplomazia e campagne di sensibilizzazione sono il modo migliore per sostenere la causa mentre le "sanzioni potrebbero essere controproducenti".
Circa le intenzioni di un boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 in segno di protesta contro le esecuzioni in Cina, Taube non si è detto "sicuro che un boicottaggio sia la soluzione migliore".
Il 29 settembre scorso, una delegazione di Nessuno tocchi Caino ha incontrato il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, il quale aveva espresso il suo sostegno all´iniziativa di Nessuno Tocchi Caino e il suo favore a che la campagna "ormai decennale per una moratoria mondiale delle esecuzioni trovi la giusta conclusione in Assemblea Generale".
"Sospendere la pena di morte non è solo un atto di prudenza, ma anche di saggezza," aveva affermato al termine dell´incontro Prodi che si era presentato alla stampa davanti alle bandiere dell'Europa e con a fianco, da un alto, l´ex governatore dell´Illinois George Ryan e, dall'altro, l'ex condannato a morte Leroy Orange da lui graziato.
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 08/10/203)
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