In sede di discussione al Senato della legge di conversione...
In sede di discussione al Senato della legge di conversione del decreto relativo alla proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali, il Governo ha accolto questo pomeriggio un ordine del giorno, presentato da Cesare Salvi, Francesco
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In sede di discussione al Senato della legge di conversione del decreto relativo alla proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali, il Governo ha accolto questo pomeriggio un ordine del giorno, presentato da Cesare Salvi, Francesco Cossiga, Lamberto Dini, Rita Levi-Montalcini e sottoscritto da altri 50 senatori, che chiede al Governo italiano di non collaborare con le autorità irachene in casi in cui possa essere applicata la pena di morte.
L'ordine del giorno impegna il Governo "a sostenere nei confronti del nuovo governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all'uso della pena di morte, anche nei confronti di Saddam Hussein, e il favore al mantenimento in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte dalla nuova costituzione".
L'ordine del giorno impegna altresì il Governo italiano "qualora il governo iracheno ripristinasse la pena capitale, ad astenersi dalla consegna di soggetti responsabili di reati per i quali la legge irachena preveda la condanna capitale."
Intervenendo in sede di illustrazione dell'ordine del giorno, il primo firmatario Cesare Salvi ha affermato che "esso non è altro che la traduzione in atto parlamentare della campagna 'Nessuno tocchi Saddam' promossa da Nessuno tocchi Caino".
"Quale che sia il giudizio sull'intervento in Iraq - ha proseguito il Vice Presidente del Senato - ora occorre che in quel paese si introducano principi di democrazia. L'abolizione della pena di morte o, almeno, la moratoria delle esecuzioni, segnerebbe la più evidente soluzione di continuità rispetto al passato."
A favore dell'ordine del giorno è intervenuto anche il Senatore a vita Giulio Andreotti.
Il Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, nel salutare con soddisfazione la posizione del Senato e la decisione del Governo italiano, ha dichiarato: "E' stato posto dal parlamento e accettato dal governo un punto fermo alla presenza italiana in Iraq: la non collaborazione alla applicazione della pena di morte. Non è poco. Ci aspettiamo ora un impegno in tal senso anche da parte degli altri membri dell'UE come pure di tutti i paesi abolizionisti impegnati in Iraq.
L'ordine del giorno impegna il Governo "a sostenere nei confronti del nuovo governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all'uso della pena di morte, anche nei confronti di Saddam Hussein, e il favore al mantenimento in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte dalla nuova costituzione".
L'ordine del giorno impegna altresì il Governo italiano "qualora il governo iracheno ripristinasse la pena capitale, ad astenersi dalla consegna di soggetti responsabili di reati per i quali la legge irachena preveda la condanna capitale."
Intervenendo in sede di illustrazione dell'ordine del giorno, il primo firmatario Cesare Salvi ha affermato che "esso non è altro che la traduzione in atto parlamentare della campagna 'Nessuno tocchi Saddam' promossa da Nessuno tocchi Caino".
"Quale che sia il giudizio sull'intervento in Iraq - ha proseguito il Vice Presidente del Senato - ora occorre che in quel paese si introducano principi di democrazia. L'abolizione della pena di morte o, almeno, la moratoria delle esecuzioni, segnerebbe la più evidente soluzione di continuità rispetto al passato."
A favore dell'ordine del giorno è intervenuto anche il Senatore a vita Giulio Andreotti.
Il Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, nel salutare con soddisfazione la posizione del Senato e la decisione del Governo italiano, ha dichiarato: "E' stato posto dal parlamento e accettato dal governo un punto fermo alla presenza italiana in Iraq: la non collaborazione alla applicazione della pena di morte. Non è poco. Ci aspettiamo ora un impegno in tal senso anche da parte degli altri membri dell'UE come pure di tutti i paesi abolizionisti impegnati in Iraq.
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 27/07/04;)
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