In relazione all'intervento del Sottosegretario ai...
In relazione all'intervento del Sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci, nel corso della discussione alla Camera sulla presentazione all'Onu, da parte della presidenza italiana dell'U
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In relazione all'intervento del Sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci, nel corso della discussione alla Camera sulla presentazione all'Onu, da parte della presidenza italiana dell'U.E., di una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni, Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, ha dichiarato:
"Con le parole espresse alla Camera dei Deputati dal Sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci, il Governo Berlusconi ha finalmente detto di volersi sbarazzare ora e per sempre dell'unica iniziativa politica, istituzionalmente incardinata e pienamente matura, che permette di salvare migliaia di vite umane e di progredire verso l'abolizione della pena di morte: la battaglia per una moratoria universale delle esecuzioni capitali.
Per il Governo italiano la moratoria deve restare in Commissione diritti umani, iniziative pro moratoria devono essere fatte solo in sede bilaterale, all'Assemblea Generale si faranno solo proclami e declamazioni di principi rinunciando clamorosamente a qualsiasi azione di attuazione concreta degli stessi.
Il Governo italiano, che da mesi si � ignobilmente trincerato dietro perplessit� espresse da non meglio identificati partner europei, ha rinunciato ad un'iniziativa pro moratoria anche a titolo nazionale. Una simile iniziativa � stata considerata inopportuna e controproducente. Ventucci ha detto che sarebbe in contrasto con le regole PESC in materia di coordinamento. Una falsit� enorme, visto che non ci risulta che la questione della pena di morte sia materia che rientra nella politica estera e di sicurezza comune.
Il Governo italiano non si nasconda dietro il "dissenso" europeo all'iniziativa quest'anno all'ONU perch� quel dissenso non lo ha subito ma se lo � andato a cercare nel momento in cui ha deciso di consentire ai paesi membri dell'UE di esercitare - come se l'UE fosse il Consiglio di Sicurezza dell'ONU- un diritto di veto che non esiste n� politicamente, n� statutariamente.
Certo la nostra presidenza avrebbe corso il rischio in qualche misura di esporsi a qualche critica "ufficiale" su un tema cos� importante e su un obiettivo cos� ambizioso.
Bene, se cos� fosse sarebbe stato e sarebbe un inconveniente da ricercare piuttosto che da evitare.
Non solo l'opinione pubblica italiana ma anche quella europea si sarebbe schierata per una volta finalmente non contro ma con le scelte della presidenza Berlusconi."
"Con le parole espresse alla Camera dei Deputati dal Sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci, il Governo Berlusconi ha finalmente detto di volersi sbarazzare ora e per sempre dell'unica iniziativa politica, istituzionalmente incardinata e pienamente matura, che permette di salvare migliaia di vite umane e di progredire verso l'abolizione della pena di morte: la battaglia per una moratoria universale delle esecuzioni capitali.
Per il Governo italiano la moratoria deve restare in Commissione diritti umani, iniziative pro moratoria devono essere fatte solo in sede bilaterale, all'Assemblea Generale si faranno solo proclami e declamazioni di principi rinunciando clamorosamente a qualsiasi azione di attuazione concreta degli stessi.
Il Governo italiano, che da mesi si � ignobilmente trincerato dietro perplessit� espresse da non meglio identificati partner europei, ha rinunciato ad un'iniziativa pro moratoria anche a titolo nazionale. Una simile iniziativa � stata considerata inopportuna e controproducente. Ventucci ha detto che sarebbe in contrasto con le regole PESC in materia di coordinamento. Una falsit� enorme, visto che non ci risulta che la questione della pena di morte sia materia che rientra nella politica estera e di sicurezza comune.
Il Governo italiano non si nasconda dietro il "dissenso" europeo all'iniziativa quest'anno all'ONU perch� quel dissenso non lo ha subito ma se lo � andato a cercare nel momento in cui ha deciso di consentire ai paesi membri dell'UE di esercitare - come se l'UE fosse il Consiglio di Sicurezza dell'ONU- un diritto di veto che non esiste n� politicamente, n� statutariamente.
Certo la nostra presidenza avrebbe corso il rischio in qualche misura di esporsi a qualche critica "ufficiale" su un tema cos� importante e su un obiettivo cos� ambizioso.
Bene, se cos� fosse sarebbe stato e sarebbe un inconveniente da ricercare piuttosto che da evitare.
Non solo l'opinione pubblica italiana ma anche quella europea si sarebbe schierata per una volta finalmente non contro ma con le scelte della presidenza Berlusconi."
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 4/11/2003)
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