In Nigeria, attivisti per i diritti umani e avvocati...
In Nigeria, attivisti per i diritti umani e avvocati sono cautamente ottimisti circa la previsione che le Corti islamiche d'appello possano rovesciare la sentenza di condanna a morte mediante lapidazione erogata nei confronti di una madre islamica
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In Nigeria, attivisti per i diritti umani e avvocati sono cautamente ottimisti circa la previsione che le Corti islamiche d'appello possano rovesciare la sentenza di condanna a morte mediante lapidazione erogata nei confronti di una madre islamica accusata di adulterio.
"Sono ottimista, penso che Safiya sarà liberata", ha detto Ifeoma Ihenacho, un rappresentante dell'Organizzazione per le Libertà Civili.
Ihenacho, uno dei tanti attivisti per i diritti umani giunto nella città islamica conservatrice per seguire le udienze dell'appello, ha detto di fondare il suo ottimismo sull'esposizione del caso di Safiya fatta, durante un seminario, da uno dei suoi avvocati, Abdulkadir Ibrahim.
"Il suo argomento di difesa è che il Tribunale non aveva giurisdizione sul caso. Questo comporta che la condanna a morte non è valida", ha detto la Ihenacho.
La difesa sostiene infatti che il Tribunale della Sharia di grado inferiore non è competente nei casi che comportano la pena capitale.
Il difensore Ibrahim sostiene inoltre che la legge usata contro la Hussaini non era in vigore al momento in cui il presunto reato è stato commesso. Ha sostenuto inoltre che il tribunale non ha accertato se la Hussaini era sposata. La Hussaini afferma di essere divorziata.
"Sono ottimista, penso che Safiya sarà liberata", ha detto Ifeoma Ihenacho, un rappresentante dell'Organizzazione per le Libertà Civili.
Ihenacho, uno dei tanti attivisti per i diritti umani giunto nella città islamica conservatrice per seguire le udienze dell'appello, ha detto di fondare il suo ottimismo sull'esposizione del caso di Safiya fatta, durante un seminario, da uno dei suoi avvocati, Abdulkadir Ibrahim.
"Il suo argomento di difesa è che il Tribunale non aveva giurisdizione sul caso. Questo comporta che la condanna a morte non è valida", ha detto la Ihenacho.
La difesa sostiene infatti che il Tribunale della Sharia di grado inferiore non è competente nei casi che comportano la pena capitale.
Il difensore Ibrahim sostiene inoltre che la legge usata contro la Hussaini non era in vigore al momento in cui il presunto reato è stato commesso. Ha sostenuto inoltre che il tribunale non ha accertato se la Hussaini era sposata. La Hussaini afferma di essere divorziata.
— FONTI
- (Fonti: P.M. News, Africa News Service, 20/03/2002)
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