In conformità con la legge della Sharia, il Codice...
In conformità con la legge della Sharia, il Codice Penale prevede punizioni corporali come flagellazioni, amputazioni, lapidazioni e crocifissioni, oltre all'esposizione pubblica del corpo dopo l'esecuzione
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In conformità con la legge della Sharia, il Codice Penale prevede punizioni corporali come flagellazioni, amputazioni, lapidazioni e crocifissioni, oltre all'esposizione pubblica del corpo dopo l'esecuzione.
In base all'articolo 146 del Codice Penale sudanese del '91, "Chiunque commette reato di adulterio sarà punito con:
a) l'esecuzione tramite lapidazione se il colpevole è sposato (muhsan);
b) cento frustate se il colpevole non è sposato (non-muhsan);
c) il maschio non sposato può essere soggetto oltre che alla fustigazione anche all'esilio per un anno".
Secondo gli articoli 167 e 168, la pena per il reato di rapina a mano armata, detta harrab, è della morte o di morte seguita dalla crocifissione.
L'articolo 171 stabilisce che chiunque commette furto (alsargha alhadiyha), può essere condannato all'amputazione della mano destra se il valore delle cose rubate è pari o superiore a 4,25 grammi di oro.
Tali punizioni sono incompatibili con il diritto umanitario internazionale e gli obblighi del Sudan in particolare verso il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti che il Sudan ha ratificato.
In base alla legge sullo stato di emergenza del 1998, il Governo ha istituito nella parte occidentale del paese tribunali speciali composti da giudici militari (2) e civili (1) per processare casi di banditismo. Gli imputati, a cui non è consentita una adeguata difesa legale, hanno una settimana di tempo per appellarsi al tribunale distrettuale. Sono stati riportati casi di persone giustiziate il giorno dopo la sentenza.
L'art. 33 della nuova Costituzione (emanata dal Parlamento, ratificata dal Presidente e convalidata da un referendum popolare il 1° aprile 1998) ha abrogato la pena di morte per i minorenni, per i quali il Sudan era fino al 1998 uno dei pochi stati a prevederla.
Nel 2002, secondo Amnesty International, almeno 40 persone sono state giustiziate in Sudan, la maggior parte delle quali nel Darfur.
In base all'articolo 146 del Codice Penale sudanese del '91, "Chiunque commette reato di adulterio sarà punito con:
a) l'esecuzione tramite lapidazione se il colpevole è sposato (muhsan);
b) cento frustate se il colpevole non è sposato (non-muhsan);
c) il maschio non sposato può essere soggetto oltre che alla fustigazione anche all'esilio per un anno".
Secondo gli articoli 167 e 168, la pena per il reato di rapina a mano armata, detta harrab, è della morte o di morte seguita dalla crocifissione.
L'articolo 171 stabilisce che chiunque commette furto (alsargha alhadiyha), può essere condannato all'amputazione della mano destra se il valore delle cose rubate è pari o superiore a 4,25 grammi di oro.
Tali punizioni sono incompatibili con il diritto umanitario internazionale e gli obblighi del Sudan in particolare verso il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti che il Sudan ha ratificato.
In base alla legge sullo stato di emergenza del 1998, il Governo ha istituito nella parte occidentale del paese tribunali speciali composti da giudici militari (2) e civili (1) per processare casi di banditismo. Gli imputati, a cui non è consentita una adeguata difesa legale, hanno una settimana di tempo per appellarsi al tribunale distrettuale. Sono stati riportati casi di persone giustiziate il giorno dopo la sentenza.
L'art. 33 della nuova Costituzione (emanata dal Parlamento, ratificata dal Presidente e convalidata da un referendum popolare il 1° aprile 1998) ha abrogato la pena di morte per i minorenni, per i quali il Sudan era fino al 1998 uno dei pochi stati a prevederla.
Nel 2002, secondo Amnesty International, almeno 40 persone sono state giustiziate in Sudan, la maggior parte delle quali nel Darfur.
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