Il Procuratore Generale degli Stati Uniti e i ministri...
Il Procuratore Generale degli Stati Uniti e i ministri dell'Interno e della Giustizia dei paesi appartenenti all'Unione Europea, si incontreranno questo fine settimana a Copenaghen per valutare i risultati della collaborazione tra i servizi segreti dei
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Il Procuratore Generale degli Stati Uniti e i ministri dell'Interno e della Giustizia dei paesi appartenenti all'Unione Europea, si incontreranno questo fine settimana a Copenaghen per valutare i risultati della collaborazione tra i servizi segreti dei vari paesi e della lotta al terrorismo dopo gli attentati dell'11 settembre.
Ci sono per� ancora perplessit� da parte di alcuni stati su come lo scorso anno gli Stati Uniti si siano limitati a spedire a Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, una breve lista di misure da introdurre, che illustravano come l'Unione Europea dovesse affrontare la guerra al riciclaggio di denaro sporco, adottare controlli doganali pi� ferrei e porre fine all'immigrazione clandestina. Gli Stati Uniti hanno inoltre chiesto agli europei di facilitare i procedimenti di estradizione, una questione che gli stati membri sono disposti a considerare solo se gli Stati Uniti daranno la garanzia che le persone estradate non saranno condannate a morte.
Gli europei si sono inoltre lamentati del fatto che spesso le richieste da parte degli americani di una maggiore collaborazione fra i servizi di sicurezza abbia smesso di essere unilaterale e sia diventata bilaterale. Gli europei hanno inoltre espresso forti lamentele riguardo al modo in cui gli americani hanno catturato dei cittadini non americani in Afghanistan e riguardo al fatto che questi, ora imprigionati nella Baia di Guantanamo, non abbiano la possibilit� di una rappresentanza legale.
D'altro canto Washington ha invece espresso critiche nei confronti di diversi stati dell'Unione Europea riguardo al lassismo con il quale i passaporti vengono rilasciati o riguardo al ritardo con cui vengono condotte le inchieste sulle persone sospettate di terrorismo.
Nonostante queste incomprensioni, Antonio Vitorino, Commissario dell'Unione Europea per la Giustizia e per gli Affari Interni, ha sottolineato come dopo l'11 settembre i 15 paesi abbiano trovato un accordo sul mandato di cattura europeo, su una definizione comune del terrorismo e sulla creazione di una lista di organizzazioni terroristiche.
Ma Vittorino ha aggiunto anche che da quel giorno molti stati membri hanno dato inizio a una forte campagna di repressione dell'immigrazione illegale.
"E' necessario avere un controllo pi� attento delle frontiere. Il che non significa affermare che tutti gli immigrati sono dei potenziali terroristi. Asilo e immigrazione sono sempre state delle questioni difficili. E l'11 settembre non le rende pi� facili", ha detto.
Ci sono per� ancora perplessit� da parte di alcuni stati su come lo scorso anno gli Stati Uniti si siano limitati a spedire a Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, una breve lista di misure da introdurre, che illustravano come l'Unione Europea dovesse affrontare la guerra al riciclaggio di denaro sporco, adottare controlli doganali pi� ferrei e porre fine all'immigrazione clandestina. Gli Stati Uniti hanno inoltre chiesto agli europei di facilitare i procedimenti di estradizione, una questione che gli stati membri sono disposti a considerare solo se gli Stati Uniti daranno la garanzia che le persone estradate non saranno condannate a morte.
Gli europei si sono inoltre lamentati del fatto che spesso le richieste da parte degli americani di una maggiore collaborazione fra i servizi di sicurezza abbia smesso di essere unilaterale e sia diventata bilaterale. Gli europei hanno inoltre espresso forti lamentele riguardo al modo in cui gli americani hanno catturato dei cittadini non americani in Afghanistan e riguardo al fatto che questi, ora imprigionati nella Baia di Guantanamo, non abbiano la possibilit� di una rappresentanza legale.
D'altro canto Washington ha invece espresso critiche nei confronti di diversi stati dell'Unione Europea riguardo al lassismo con il quale i passaporti vengono rilasciati o riguardo al ritardo con cui vengono condotte le inchieste sulle persone sospettate di terrorismo.
Nonostante queste incomprensioni, Antonio Vitorino, Commissario dell'Unione Europea per la Giustizia e per gli Affari Interni, ha sottolineato come dopo l'11 settembre i 15 paesi abbiano trovato un accordo sul mandato di cattura europeo, su una definizione comune del terrorismo e sulla creazione di una lista di organizzazioni terroristiche.
Ma Vittorino ha aggiunto anche che da quel giorno molti stati membri hanno dato inizio a una forte campagna di repressione dell'immigrazione illegale.
"E' necessario avere un controllo pi� attento delle frontiere. Il che non significa affermare che tutti gli immigrati sono dei potenziali terroristi. Asilo e immigrazione sono sempre state delle questioni difficili. E l'11 settembre non le rende pi� facili", ha detto.
— FONTI
- (Fonti: FT.COM, 10/09/2002)
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