Il paese è abolizionista per i crimini ordinari dal 1954
Il paese è abolizionista per i crimini ordinari dal 1954
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Il paese è abolizionista per i crimini ordinari dal 1954. Dall'istituzione dello Stato di Israele nel 1948, la pena di morte è stata imposta ed eseguita una sola volta, nel 1962, quando fu giustiziato Adolph Eichmann in base alla legge del 1950 sulla pena per i nazisti e per i collaboratori dei nazisti.
Gli altri 5 reati capitali comportano una sentenza discrezionale e sono: genocidio, omicidio di persone perseguitate commesso durante il regime nazista, atti di tradimento in base alla legge militare e alla legge penale commessi in tempo di ostilità, uso e porto illegale d'armi.
L'estradizione verso Israele comporta la pena di morte solo in casi eccezionali, come fu quello di Ivan Demjanjuk, un cittadino ucraino estradato dagli Stati Uniti e condannato a morte nel 1988 da un tribunale speciale a Gerusalemme perchè riconosciuto da alcuni sopravvissuti come 'Ivan il Terribile', una guardia nazista del campo di concentramento di Treblinka in Polonia. La decisione fu annullata nel 1993 dalla Corte Suprema in base alla prova che l'Ivan in questione era un altro.
Il 15 luglio 2015, la Knesset, il parlamento monocamerale di Israele, ha respinto un disegno di legge proposto dal partito Yisrael Beytenu che avrebbe permesso ai tribunali militari e civili di condannare a morte più facilmente un terrorista. Il disegno di legge è stato respinto in prima lettura 94-6, con tutti e sei i ‘sì’ provenienti da deputati dell’Yisrael Beytenu di Avigdor Liberman. Il 12 luglio, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva ordinato ai deputati del suo partito, il Likud, di opporsi al provvedimento, sostenuto anche da tre ministri del Likud: Miri Regev, Danny Danon e Ofir Akunis. Secondo la proposta di legge, che era stata una promessa elettorale chiave del partito di Liberman, i colpevoli di terrorismo avrebbero potuto essere condannati a morte con una maggioranza semplice di giudici, al posto dell’unanimità richiesta dalla normativa vigente. “Le condanne a morte rafforzeranno la deterrenza di Israele… È morale ed etico legiferare al fine di salvare le vite dei nostri cittadini”, aveva dichiarato Sharon Gal, il parlamentare che ha proposto il disegno di legge. Ma il disegno di legge è stato fortemente contrastato da alcuni membri della Knesset – in primo luogo, ma non esclusivamente di sinistra – che si oppongono alla pena di morte in linea di principio e hanno sostenuto che la legge avrebbe avuto l’effetto di trasformare terroristi assassini in “martiri”.
Le Nazioni Unite
Il 19 dicembre 2016, Israele ha, come in precedenza, cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Gli altri 5 reati capitali comportano una sentenza discrezionale e sono: genocidio, omicidio di persone perseguitate commesso durante il regime nazista, atti di tradimento in base alla legge militare e alla legge penale commessi in tempo di ostilità, uso e porto illegale d'armi.
L'estradizione verso Israele comporta la pena di morte solo in casi eccezionali, come fu quello di Ivan Demjanjuk, un cittadino ucraino estradato dagli Stati Uniti e condannato a morte nel 1988 da un tribunale speciale a Gerusalemme perchè riconosciuto da alcuni sopravvissuti come 'Ivan il Terribile', una guardia nazista del campo di concentramento di Treblinka in Polonia. La decisione fu annullata nel 1993 dalla Corte Suprema in base alla prova che l'Ivan in questione era un altro.
Il 15 luglio 2015, la Knesset, il parlamento monocamerale di Israele, ha respinto un disegno di legge proposto dal partito Yisrael Beytenu che avrebbe permesso ai tribunali militari e civili di condannare a morte più facilmente un terrorista. Il disegno di legge è stato respinto in prima lettura 94-6, con tutti e sei i ‘sì’ provenienti da deputati dell’Yisrael Beytenu di Avigdor Liberman. Il 12 luglio, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva ordinato ai deputati del suo partito, il Likud, di opporsi al provvedimento, sostenuto anche da tre ministri del Likud: Miri Regev, Danny Danon e Ofir Akunis. Secondo la proposta di legge, che era stata una promessa elettorale chiave del partito di Liberman, i colpevoli di terrorismo avrebbero potuto essere condannati a morte con una maggioranza semplice di giudici, al posto dell’unanimità richiesta dalla normativa vigente. “Le condanne a morte rafforzeranno la deterrenza di Israele… È morale ed etico legiferare al fine di salvare le vite dei nostri cittadini”, aveva dichiarato Sharon Gal, il parlamentare che ha proposto il disegno di legge. Ma il disegno di legge è stato fortemente contrastato da alcuni membri della Knesset – in primo luogo, ma non esclusivamente di sinistra – che si oppongono alla pena di morte in linea di principio e hanno sostenuto che la legge avrebbe avuto l’effetto di trasformare terroristi assassini in “martiri”.
Le Nazioni Unite
Il 19 dicembre 2016, Israele ha, come in precedenza, cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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