il Ministro per i diritti umani dell’Iraq ha detto che il suo paese sta soffrendo una grave mancanza di giudici qualificati
il Ministro per i diritti umani dell’Iraq ha detto che il suo paese sta soffrendo una grave mancanza di giudici qualificati
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il Ministro per i diritti umani dell’Iraq ha detto che il suo paese sta soffrendo una grave mancanza di giudici qualificati, che impedisce di far valere lo stato di diritto e costringe a continuare ad applicare la pena di morte come deterrente nei confronti della criminalità.
"Con soli 700 giudici su una popolazione di 27 milioni di abitanti, l’Iraq ha bisogno dell’’effetto dissuasivo’ della pena di morte per migliorare la sicurezza, ha detto Bakhtiar Amin intervenendo a un incontro sui diritti umani a Ginevra presso gli uffici dell’ONU. "Nessuno nel mio governo è contento per la reintroduzione della pena di morte," ha dichiarato, attribuendo il suo ripristino alla "convinzione diffusa in Iraq" che "impiccando un bel po’ di persone in pubblico... si avranno dei risultati sul fronte della sicurezza". "Non sarà così facile reclutarne poi altri per commettere dei crimini," ha aggiunto. Il ministro ha ribadito che la pena di morte è stata reintrodotta ad agosto per omicidio, attentati alla sicurezza nazionale e traffico di droga, ma solo come misura temporanea al fine di soffocare la ribellione in corso nel paese. Non ha voluto dire se la pena di morte sarebbe stata applicata anche nel processo contro Saddam Hussein che potrebbe iniziare nei primi tre mesi del 2005. Amin ha confermato che Saddam è detenuto a Camp Cropper nei pressi dell’Aeroporto Internazionale di Baghdad. Egli ha anche detto che in tutto il paese ci sono solo quattro giudici che si occupano di delinquenza minorile, dei quali uno in tutta Baghdad. "Ereditiamo dal passato una serie di carenze," ha aggiunto, e perchè la situazione migliori i funzionari iracheni hanno bisogno di "preparazione, riabilitazione e le istituzioni di essere modernizzate".
"Con soli 700 giudici su una popolazione di 27 milioni di abitanti, l’Iraq ha bisogno dell’’effetto dissuasivo’ della pena di morte per migliorare la sicurezza, ha detto Bakhtiar Amin intervenendo a un incontro sui diritti umani a Ginevra presso gli uffici dell’ONU. "Nessuno nel mio governo è contento per la reintroduzione della pena di morte," ha dichiarato, attribuendo il suo ripristino alla "convinzione diffusa in Iraq" che "impiccando un bel po’ di persone in pubblico... si avranno dei risultati sul fronte della sicurezza". "Non sarà così facile reclutarne poi altri per commettere dei crimini," ha aggiunto. Il ministro ha ribadito che la pena di morte è stata reintrodotta ad agosto per omicidio, attentati alla sicurezza nazionale e traffico di droga, ma solo come misura temporanea al fine di soffocare la ribellione in corso nel paese. Non ha voluto dire se la pena di morte sarebbe stata applicata anche nel processo contro Saddam Hussein che potrebbe iniziare nei primi tre mesi del 2005. Amin ha confermato che Saddam è detenuto a Camp Cropper nei pressi dell’Aeroporto Internazionale di Baghdad. Egli ha anche detto che in tutto il paese ci sono solo quattro giudici che si occupano di delinquenza minorile, dei quali uno in tutta Baghdad. "Ereditiamo dal passato una serie di carenze," ha aggiunto, e perchè la situazione migliori i funzionari iracheni hanno bisogno di "preparazione, riabilitazione e le istituzioni di essere modernizzate".
— FONTI
- (Fonti: OsterDowJones Commodity Wire, 14/12/2004)
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