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SWAZILAND

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Il ministro della Giustizia Maweni Simelane ha dichiarato che "Gli Swazi credono nella giustizia e nel permettere che la pena sia adeguata al crimine"

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Il ministro della Giustizia Maweni Simelane ha dichiarato che "Gli Swazi credono nella giustizia e nel permettere che la pena sia adeguata al crimine". "I cinque prigionieri condannati a morte recentemente sono stati riconosciuti colpevoli dell'orribile omicidio di un pastore e di sua moglie perch� li sospettavano di praticare la stregoneria. Le condanne a morte dissuadono gli altri dal proporsi di compiere tali azioni." Fikile Mthembu, un avvocato, ha detto che alcuni si chiedono se il governo voglia seriamente riprendere le esecuzioni, o mantenga la pena di morte come minaccia per i criminali potenziali. Ha dichiarato: "Nell'inserzione pubblicitaria del governo in cerca di un boia, � detto che l'aspirante deve essere ben versato nei classici. Questo fatto � senza senso, ed � stato ridicolizzato sulla stampa internazionale. Ma il requisito pu� essere stato qualche tipo di codice che ha mostrato che i responsabili politici non intendevano realmente cercare un boia". Il sergente Joseph Mahlindza, un portavoce del Dipartimento per i Servizi di Correzione, ha dichiarato che tutti i 34 giustiziati nello Swaziland dall'indipendenza del 1968 sono stati riconosciuti assassini. L'editorialista politico Ackel Zwane ha affermato che "Il governo vuole dipingere lo Swaziland come uno Stato progressista per attrarre investimenti stranieri. Lo Swaziland ha gi� ricevuto condanne da parte dei gruppi per i diritti umani per la repressione politica, e non si augura di ottenere ulteriore pubblicit� negativa dalle esecuzioni."
FONTI
  • (Fonti: Global Information Network , IPS Newsfeed,22/05/2000)