il Ministro degli Esteri ruandese Louise Mushikiwabo ha spiegato la posizione del suo Governo
il Ministro degli Esteri ruandese Louise Mushikiwabo ha spiegato la posizione del suo Governo
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il Ministro degli Esteri ruandese Louise Mushikiwabo ha spiegato la posizione del suo Governo in merito alla richiesta trasmessa in luglio dalla Repubblica Democratica del Congo di estradizione di quattro ex leader del movimento ribelle M23. "La nostra posizione è che noi non possiamo estradare queste persone in Paesi che mantengono la pena di morte nel loro codice penale", ha dichiarato la Ministra, che poi ha aggiunto: "Tuttavia il nostro Ministero della Giustizia sta esaminando la questione. Estradare le persone è un processo legale che richiede tempo”.
Da parte sua, il Ministro della Giustizia e Procuratore Generale, Johnston Busingye, ha detto che l'estradizione dei quattro esponenti di M23 – Jean-Marie Runiga e i comandanti militari Baudouin Ngaruye, Eric Badege e Innocent Zimurinda – sarebbe avvenuta su basi legali e non politiche.
L'M23 è composto principalmente dal gruppo etnico Banyamulenge che si batte per l'uguaglianza dei diritti in Congo. Il gruppo ribelle è stato fondato nel 2012 e opera nell’Est della RDC, ma si è diviso nel febbraio 2013 a seguito di controversie interne. Per questo, Runiga ha condotto in Ruanda un gruppo di circa 680 ribelli in fuga da combattimenti tra le due fazioni di M23. I quattro non hanno poi fatto ritorno nella RDC, decidendo invece di denunciare la ribellione e chiedere asilo, mentre la fazione guidata dal Col. Sultani Makenga ha proseguito con la ribellione.
Nel febbraio 2014, l'ambasciatore della RDC presso le Nazioni Unite, Ignace Gata Mavita wa Lufuta, ha accusato il Ruanda di non aver dato seguito alla richiesta del suo Paese di estradare i quattro leader del M23 e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di sollecitare sia il Ruanda che l'Uganda a cooperare per l'arresto e la consegna dei quattro agli organi giudiziari congolesi.
Il Ministro della Giustizia ruandese Johnston Busingye ha però respinto le critiche e ha spiegato che già nell’agosto 2013 aveva risposto al suo omologo congolese, Wivine Mumba, chiedendo i documenti legali che mancavano nella richiesta di estradizione, compresi documenti sui sospetti, i capi d’accusa e le prove contro di loro nonché i riferimenti giuridici che erano alla base delle accuse. Ciò nonostante, secondo il Ministro della Giustizia, Kinshasa non ha mai risposto alla lettera.
Da parte sua, il Ministro della Giustizia e Procuratore Generale, Johnston Busingye, ha detto che l'estradizione dei quattro esponenti di M23 – Jean-Marie Runiga e i comandanti militari Baudouin Ngaruye, Eric Badege e Innocent Zimurinda – sarebbe avvenuta su basi legali e non politiche.
L'M23 è composto principalmente dal gruppo etnico Banyamulenge che si batte per l'uguaglianza dei diritti in Congo. Il gruppo ribelle è stato fondato nel 2012 e opera nell’Est della RDC, ma si è diviso nel febbraio 2013 a seguito di controversie interne. Per questo, Runiga ha condotto in Ruanda un gruppo di circa 680 ribelli in fuga da combattimenti tra le due fazioni di M23. I quattro non hanno poi fatto ritorno nella RDC, decidendo invece di denunciare la ribellione e chiedere asilo, mentre la fazione guidata dal Col. Sultani Makenga ha proseguito con la ribellione.
Nel febbraio 2014, l'ambasciatore della RDC presso le Nazioni Unite, Ignace Gata Mavita wa Lufuta, ha accusato il Ruanda di non aver dato seguito alla richiesta del suo Paese di estradare i quattro leader del M23 e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di sollecitare sia il Ruanda che l'Uganda a cooperare per l'arresto e la consegna dei quattro agli organi giudiziari congolesi.
Il Ministro della Giustizia ruandese Johnston Busingye ha però respinto le critiche e ha spiegato che già nell’agosto 2013 aveva risposto al suo omologo congolese, Wivine Mumba, chiedendo i documenti legali che mancavano nella richiesta di estradizione, compresi documenti sui sospetti, i capi d’accusa e le prove contro di loro nonché i riferimenti giuridici che erano alla base delle accuse. Ciò nonostante, secondo il Ministro della Giustizia, Kinshasa non ha mai risposto alla lettera.
— FONTI
- (Fonti: theeastafrican.co.ke, 10/08/2014; 08/02/2014)
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