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Il ministro degli esteri iraniano è stato incalzato a Bruxelles sui diritti umani da parlamentari europei e manifestanti, ma ha chiesto altro tempo per riformare una cultura fortemente radicata nella tradizione

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Il ministro degli esteri iraniano � stato incalzato a Bruxelles sui diritti umani da parlamentari europei e manifestanti, ma ha chiesto altro tempo per riformare una cultura fortemente radicata nella tradizione.
"La strada per la riforma non � facile e dobbiamo essere pazienti e realistici, altrimenti scelte affrettate potrebbero compromettere l'intero processo", ha detto Kamal Kharrazi alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo.
I Deputati europei hanno pi� volte interrogato Kharrazi sulle notizie di un aumento del numero di esecuzioni capitali, comprese lapidazioni, e sulla chiusura forzata di alcuni giornali in Iran.
"Perch� lei ci parla cos� bene di diritti umani mentre ci arrivano sempre pi� conferme dell'aumento del numero delle esecuzioni?" ha chiesto Per Gahrton, parlamentare europeo svedese e membro dei Verdi.
Kharrazi ha detto che il suo governo si � espresso contro le pubbliche esecuzioni e che le lapidazioni sono state fermate, ma che le misure di legge sull'argomento sono adesso nelle mani dell'organo costituzionale di controllo, il Consiglio dei Guardiani.
Il Consiglio � costituito da 12 giuristi ed ha potere di veto sulle leggi e sui candidati alle elezioni considerati incompatibili con la Legge Islamica. Le sue decisioni possono essere appellate dal Consiglio di Arbitrato, che ha il ruolo di riconciliazione e arbitrato tra organi che entrano in conflitto.
"Ci sono speranze che almeno una di queste leggi sar� approvata (nel Consiglio dei Guardiani) o altrimenti c'� la speranza che saranno approvate dal Consiglio di Arbitrato", ha detto Kharrazi. "Il Consiglio d'Arbitrato non sta bloccando le riforme."
Circa 200 sostenitori del Consiglio Nazionale della Resistenza dell'Iran, un gruppo di opposizione armata con base in Iraq, hanno protestato contro la visita del ministro in una piazza adiacente il parlamento, con cartelli che recavano la scritta: "Kharrazi, portavoce del regime di terrore".
Il loro portavoce ha detto che le esecuzioni annunciate nel 2002 sono 474 e molte non sono state riportate.
Il presidente moderato Mohammad Khatami ed i suoi alleati riformisti hanno tentato di ottenere dai giudici conservatori l'abbandono della lapidazione, sostenendo che essa rovini l'immagine dell'Iran e le relazioni con la UE.
Il tema � delicato a causa delle diverse interpretazioni della Sharia ed il governo � apparso restio a rendere pubblica la direttiva per paura della reazione da parte dei giudici, fautori della linea dura.
Mentre le lapidazioni sono rare, le impiccagioni sono comunemente usate per l'omicidio, lo spaccio di droga e la rapina armata.
FONTI
  • (Fonti: Reuters, SMCCDI website, 22/01/2003)