Il governo USA ha promesso che non chiederà la pena...
Il governo USA ha promesso che non chiederà la pena di morte per l'australiano David Hicks, arrestato in Afghanistan mentre combatteva con i talebani e uno tra i primi sei detenuti nella base Usa di Guantanamo ad attendere il processo in una corte
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Il governo USA ha promesso che non chiederà la pena di morte per l'australiano David Hicks, arrestato in Afghanistan mentre combatteva con i talebani e uno tra i primi sei detenuti nella base Usa di Guantanamo ad attendere il processo in una corte militare.
Lo ha annunciato il ministro australiano per la Giustizia Chris Ellison, dopo i colloqui di tre giorni avuti a Washington con funzionari governativi statunitensi.
Gli USA hanno anche accettato di lasciare che Hicks sconti una eventuale pena detentiva in Australia.Un'analoga decisione per due cittadini britannici inclusi nei sei in attesa di essere processati era stata annunciata questa settimana dalle autorità britanniche, dopo una serie di colloqui paralleli a Washington.
L'avvocato australiano di Hicks, Frank Camatta, ha accolto con soddisfazione le concessioni degli USA ma ha detto che restano le preoccupazioni legate alla validità nel processo dei "sentito dire" e dell'utilizzo di affermazioni rese sotto interrogatorio.
Lo ha annunciato il ministro australiano per la Giustizia Chris Ellison, dopo i colloqui di tre giorni avuti a Washington con funzionari governativi statunitensi.
Gli USA hanno anche accettato di lasciare che Hicks sconti una eventuale pena detentiva in Australia.Un'analoga decisione per due cittadini britannici inclusi nei sei in attesa di essere processati era stata annunciata questa settimana dalle autorità britanniche, dopo una serie di colloqui paralleli a Washington.
L'avvocato australiano di Hicks, Frank Camatta, ha accolto con soddisfazione le concessioni degli USA ma ha detto che restano le preoccupazioni legate alla validità nel processo dei "sentito dire" e dell'utilizzo di affermazioni rese sotto interrogatorio.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 24/07/2003)
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