il giudice Abdullah Al-Rosaimi, della Corte Suprema di Riad...
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il giudice Abdullah Al-Rosaimi, della Corte Suprema di Riad, in Arabia Saudita, ha confermato la condanna a morte per una cittadina dello Sri Lanka, la cameriera Rizana Nafeek, 22 anni, per un reato commesso nel 2005, quando era ancora minorenne, ha reso noto il Ministero per gli Affari Esteri dello Sri Lanka. Il 16 giugno 2007, la ragazza era stata condannata in primo grado dall’Alta corte di Dawadmi per la morte di un bambino di 4 mesi, figlio del suo datore di lavoro, morto soffocato mentre la ragazza lo stava allattando col biberon. Nefeek è stata accusata dai genitori del neonato di averlo strangolato ed è stata portata alla stazione di polizia dove un cittadino indiano ha tentato di tradurre in Tamil, la lingua della ragazza che non parlava né arabo né inglese. Non è chiaro però fino a che punto l’interprete conoscesse il Tamil. In ogni caso, Nafeed ha firmato una ‘confessione’. Successivamente ha detto di averlo fatto perché costretta e perché l’interprete le aveva detto che se non avesse firmato, la polizia l’avrebbe uccisa. Ha inoltre aggiunto di non aver compreso gli agenti che la interrogavano. I genitori del bambino, che secondo la legge saudita potrebbero fermare l’esecuzione di Nafeek perdonandola o accettando un risarcimento in soldi, il ‘prezzo del sangue’, negli ultimi cinque anni si sono rifiutati di salvarla.
— FONTI
- (Fonti: Arab News, 25/10/2010)
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