Nessuno tocchi Caino
INDONESIA·PENA DI MORTE·1 GENNAIO 2003·2 MIN DI LETTURA

Il Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio...

Il Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio e per terrorismo

Il Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio e per terrorismo.
La legge 12/1951 sulle armi da fuoco stabilisce che chiunque, non avendone l'autorizzazione, importa, esporta, produce, accetta, ottiene, fornisce, tenta di fornire, possiede o porta con sé un'arma da fuoco, munizioni o esplosivo è passibile di pena di morte o di una pena detentiva fino a un massimo di 20 anni.
La legge 5/1997 sulla droga revede che chi produce o traffica sostanze psicotrope può essere condannato a morte. Si stima che in Indonesia, su una popolazione di più di 200 milioni di abitanti ci siano circa un milione e mezzo di tossicodipendenti, che spendono in media 100.000 rupie al giorno per acquistare la droga.
In base alla Legge 20/2001 sulla corruzione chi è accusato di questo reato rischia la condanna a morte se è stato commesso durante una crisi economica. La pena di morte, tuttavia, è raramente applicata e non è chiaro in quali circostanze, eventualmente, la sentenza verrebbe eseguita.
Sei giorni dopo gli attentati compiuti a Bali il 12 ottobre 2002, nei quali sono morte 200 persone, la presidente Megawati Soekarnoputri ha firmato due decreti antiterrorismo: il primo introduce la pena di morte per chi organizza o conduce attacchi terroristici e permette di tenere in stato di arresto i sospetti terroristi senza processo per diversi mesi; l'altro consente di applicare le misure retroattivamente in modo da comprendere l'attentato del 12 ottobre.
Nel corso dell'anno ha continuato a operare il tribunale ad hoc sui diritti umani istituito dall'Indonesia nel 2000 per giudicare i responsabili delle violenze commesse durante le elezioni a Timor Est, volute dall'ONU nel 1999 e durante le quali la maggioranza ha votato per l'indipendenza dall'Indonesia che occupava il territorio dal 1975. Circa mille persone sono state uccise da soldati e forze dell'ordine indonesiani. L'Indonesia ha deciso di istituire questo tribunale ad hoc per evitare la creazione di un tribunale internazionale per crimini di guerra simile a quelli per l'ex Iugoslavia e il Ruanda. Gruppi per i diritti umani hanno espresso critiche sull'effettiva capacità dei giudici di processare i vertici militari e hanno denunciato la corruzione delle giurie.