Il Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio...
Il Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio e per terrorismo
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Il Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio e per terrorismo.
La legge 12/1951 sulle armi da fuoco stabilisce che chiunque, non avendone l'autorizzazione, importa, esporta, produce, accetta, ottiene, fornisce, tenta di fornire, possiede o porta con sé un'arma da fuoco, munizioni o esplosivo è passibile di pena di morte o di una pena detentiva fino a un massimo di 20 anni.
La legge 5/1997 sulla droga revede che chi produce o traffica sostanze psicotrope può essere condannato a morte. Si stima che in Indonesia, su una popolazione di più di 200 milioni di abitanti ci siano circa un milione e mezzo di tossicodipendenti, che spendono in media 100.000 rupie al giorno per acquistare la droga.
In base alla Legge 20/2001 sulla corruzione chi è accusato di questo reato rischia la condanna a morte se è stato commesso durante una crisi economica. La pena di morte, tuttavia, è raramente applicata e non è chiaro in quali circostanze, eventualmente, la sentenza verrebbe eseguita.
Sei giorni dopo gli attentati compiuti a Bali il 12 ottobre 2002, nei quali sono morte 200 persone, la presidente Megawati Soekarnoputri ha firmato due decreti antiterrorismo: il primo introduce la pena di morte per chi organizza o conduce attacchi terroristici e permette di tenere in stato di arresto i sospetti terroristi senza processo per diversi mesi; l'altro consente di applicare le misure retroattivamente in modo da comprendere l'attentato del 12 ottobre.
Nel corso dell'anno ha continuato a operare il tribunale ad hoc sui diritti umani istituito dall'Indonesia nel 2000 per giudicare i responsabili delle violenze commesse durante le elezioni a Timor Est, volute dall'ONU nel 1999 e durante le quali la maggioranza ha votato per l'indipendenza dall'Indonesia che occupava il territorio dal 1975. Circa mille persone sono state uccise da soldati e forze dell'ordine indonesiani. L'Indonesia ha deciso di istituire questo tribunale ad hoc per evitare la creazione di un tribunale internazionale per crimini di guerra simile a quelli per l'ex Iugoslavia e il Ruanda. Gruppi per i diritti umani hanno espresso critiche sull'effettiva capacità dei giudici di processare i vertici militari e hanno denunciato la corruzione delle giurie.
La legge 12/1951 sulle armi da fuoco stabilisce che chiunque, non avendone l'autorizzazione, importa, esporta, produce, accetta, ottiene, fornisce, tenta di fornire, possiede o porta con sé un'arma da fuoco, munizioni o esplosivo è passibile di pena di morte o di una pena detentiva fino a un massimo di 20 anni.
La legge 5/1997 sulla droga revede che chi produce o traffica sostanze psicotrope può essere condannato a morte. Si stima che in Indonesia, su una popolazione di più di 200 milioni di abitanti ci siano circa un milione e mezzo di tossicodipendenti, che spendono in media 100.000 rupie al giorno per acquistare la droga.
In base alla Legge 20/2001 sulla corruzione chi è accusato di questo reato rischia la condanna a morte se è stato commesso durante una crisi economica. La pena di morte, tuttavia, è raramente applicata e non è chiaro in quali circostanze, eventualmente, la sentenza verrebbe eseguita.
Sei giorni dopo gli attentati compiuti a Bali il 12 ottobre 2002, nei quali sono morte 200 persone, la presidente Megawati Soekarnoputri ha firmato due decreti antiterrorismo: il primo introduce la pena di morte per chi organizza o conduce attacchi terroristici e permette di tenere in stato di arresto i sospetti terroristi senza processo per diversi mesi; l'altro consente di applicare le misure retroattivamente in modo da comprendere l'attentato del 12 ottobre.
Nel corso dell'anno ha continuato a operare il tribunale ad hoc sui diritti umani istituito dall'Indonesia nel 2000 per giudicare i responsabili delle violenze commesse durante le elezioni a Timor Est, volute dall'ONU nel 1999 e durante le quali la maggioranza ha votato per l'indipendenza dall'Indonesia che occupava il territorio dal 1975. Circa mille persone sono state uccise da soldati e forze dell'ordine indonesiani. L'Indonesia ha deciso di istituire questo tribunale ad hoc per evitare la creazione di un tribunale internazionale per crimini di guerra simile a quelli per l'ex Iugoslavia e il Ruanda. Gruppi per i diritti umani hanno espresso critiche sull'effettiva capacità dei giudici di processare i vertici militari e hanno denunciato la corruzione delle giurie.
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