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TRINIDAD E TOBAGO

Il 26 maggio 1998, il governo di Trinidad e Tobago...

Il 26 maggio 1998, il governo di Trinidad e Tobago ha recesso dal primo Protocollo Opzionale del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici delle Nazioni Unite con effetto dal 26 agosto 1998

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Il 26 maggio 1998, il governo di Trinidad e Tobago ha recesso dal primo Protocollo Opzionale del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici delle Nazioni Unite con effetto dal 26 agosto 1998. Questo protocollo abilita gli individui che ritengono che i loro diritti secondo il Patto siano stati violati a presentare una petizione alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Lo stesso giorno il governo ha riaderito al Protocollo - con una riserva che esclude qualsiasi comunicazione "relativa a qualsiasi detenuto condannato a morte rispetto a qualsiasi questione legata all'accusa, alla detenzione, al processo, alla colpevolezza, alla condanna o all'esecuzione della sua condanna a morte e a qualsiasi argomento connesso con questo". Il 26 gennaio 1999, il Privy Council si è pronunciato sulle mozioni di natura costituzionale presentate da Darrin Roger Thomas e Hanniff Hilaire, entrambi condannati a morte nel paese, stabilendo "che eseguire le sentenze di morte comminate agli imputati prima del giudizio finale sulle rispettive istanze alla Commissione Inter-americana e alla Corte dei Diritti Umani costituirebbe una violazione dei loro diritti costituzionali". Il 26 maggio 1999, Trinidad e Tobago ha anche recesso dalla Convenzione Americana sui Diritti Umani, con ciò precludendo alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani di considerare se Trinidad e Tobago abbia violato disposizioni della Convenzione Americana e di riferire casi alla Corte Inter-Americana per i Diritti Umani. Questa azione ha anche indebolito la tutela dei diritti umani. La giustificazione del governo per una tale misura draconiana e senza precedenti è stata di evitare ritardi nell'esecuzione della pena di morte, dovuti in parte al tempo impiegato per esaminare le comunicazioni secondo il protocollo da parte dei rappresentanti dei detenuti nel braccio della morte. Tuttavia, una richiesta è stata presentata per conto di un detenuto nel braccio della morte, Rawle Kennedy, il quale ha reclamato che il governo aveva violato i suoi diritti. Alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite è stato chiesto di dichiarare la riserva incompatibile con l'oggetto e lo scopo del protocollo e di prendere in considerazione le sue richieste. Il governo di Trinidad ha sostenuto che la commissione non fosse competente ad esaminare il reclamo. Ha aggiunto che il fatto che essa avesse concesso al richiedente "misure provvisorie" era privo di validità.Il 31 dicembre 1999, la Commissione ha reso pubblica la propria decisione. Ha ribadito che fa parte del suo ruolo interpretare e determinare la validità delle riserve ed ha rigettato le istanze di Trinidad. In modo decisivo, la maggioranza della commissione ha proceduto a respingere la riserva di Trinidad, stabilendo che non avrebbe potuto accettare una riserva che "distingua un certo gruppo di individui per una tutela procedurale minore di quella che è goduta dal resto della popolazione". La commissione perciò ha sostenuto che avrebbe potuto valutare la richiesta di Kennedy.
FONTI
  • (Fonti: The Times, 18/01/2000)