Il 26 gennaio, il Privy Council si è pronunciato sulle...
Il 26 gennaio, il Privy Council si è pronunciato sulle mozioni di natura costituzionale presentate da Darrin Roger Thomas e Hanniff Hilaire, entrambi condannati a morte nel paese, stabilendo "che eseguire le sentenze di morte comminate agli imputati
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Il 26 gennaio, il Privy Council si è pronunciato sulle mozioni di natura costituzionale presentate da Darrin Roger Thomas e Hanniff Hilaire, entrambi condannati a morte nel paese, stabilendo "che eseguire le sentenze di morte comminate agli imputati prima del giudizio finale sulle rispettive istanze alla Commissione Inter-americana e alla Corte dei Diritti Umani costituirebbe una violazione dei loro diritti costituzionali". Pertanto la corte ha sospeso le loro esecuzioni. Thomas è stato incarcerato nel 1993 con l'accusa di aver ucciso un tassista. Hilaire è stato condannato a morte nel 1991 per l'omicidio del marito dell'amante di un suo amico. Nonostante il fatto che la Commissione Inter-Americana non avesse finito di esaminare il loro caso, il Governo aveva fissato le loro esecuzioni nel 1998. La Corte Inter-Americana sui Diritti Umani ha stabilito in agosto che la loro esecuzione "creerebbe una situazione irrimediabile e incompatibile con l'oggetto e lo scopo della Convenzione Americana sui Diritti Umani". Saul Lehrfreund, un importante avvocato in tema di diritti umani, ha accolto positivamente il giudizio ed ha aggiunto: "C'è un riconoscimento giudiziario da parte del Privy Council che le istanze rivolte ai tribunali internazionali sui diritti umani devono aver compiuto il loro corso prima che una qualche esecuzione abbia luogo. Lo status della Commissione Inter-americana e della Corte Inter-americana è stato considerato una sorta di strada verso la riparazione per la violazione dei diritti umani". Thomas e Hilaire sono stati difesi da avvocati provenienti da due studi londinesi che agiscono pro bono - Lovell, White, Durrant e Simmons. La decisione è stata accolta con favore dagli attivisti sui diritti umani, mentre lo stesso non è accaduto a Trinidad e in altri Stati dei Caraibi, dove i politici appoggiano la pena di morte come un mezzo per frenare i crescenti tassi di criminalità.
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