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TURCHIA

Il 17 ottobre 2001 è entratata in vigore una nuova...

Il 17 ottobre 2001 è entratata in vigore una nuova legge che ha emendato l'art 38 della Costituzione e che dispone che la pena dimorte può essere applicata solo per crimini commessi in tempo di guerra, nell'imminenza di un attacco e per terrorismo

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Il 17 ottobre 2001 è entratata in vigore una nuova legge che ha emendato l'art 38 della Costituzione e che dispone che la pena dimorte può essere applicata solo per crimini commessi in tempo di guerra, nell'imminenza di un attacco e per terrorismo.
Dei 13 reati capitali previsti nel codice penale solo uno riguardava crimini ordinari, gli altri riguardano crimini contro lo stato. Di questi sei sono relativi a situaziooni di guerra, gli altri sei rigurdano atti di terrorismo.
I tribunali turchi continuano a emettere condanne a morte, ma dal 1984 queste non vengono eseguite. Prima di essere eseguite, le condanne devono essere confermate dal Parlamento. Nell'ottobre 2001 è stato reso noto che vi sono 61 pratiche relative a sentenze capitali all'esame della Commissione Giustizia del Parlamento, di questi 117 riguardano punizioni capitali. Delle 117 persone condannate a morte, 32 sono state condannate a morte per aver partecipato alle attività terroristiche del PKK finalizzate alla creazione di uno stato indipendente, 41 per aver tentato di sovvertire l'ordine costituzionale attraverso l'uso della forza.
Secondo la legge, le pratiche relative a sentenze capitali sono inviate all'ufficio del Primo Ministro dal Ministro della Giustizia dopo che il processo di appello è completato. In seguito le pratiche passano alla Commissione Giustizia, per essere discusse in forma di Nota del Primo Ministro. Completate le discussioni sulla nota, la Commissione Giustizia prepara un rapporto sull'esecuzione della sentenza, che viene sottoposto all'approvazione del Presidente della Repubblica, se il Parlamento approva il rapporto. La sentenza viene eseguita solo dopo essere stata approvata dal Presidente e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.
Il caso di Abdullah Ocalan, leader del Partito dei Lavoratori Curdi (PKK), deve essere portato all'esame del Primo Ministro.Ocalan era stato condannato all'impiccagione da un tribunale turco il 29 giugno 1999, al termine di un processo per direttissima, in quanto giudicato colpevole di tradimento e di aver condotto 15 anni di guerriglia per l'autonomia curda del Sud-est della Turchia. Circa 30.000 persone, tra soldati e civili, sono rimasti uccisi nel conflitto da quando il PKK ha preso le armi nel 1984. Il 25 novembre 1999 la Corte d'Appello ha confermato la condanna a morte emessa nei suoi confronti. L'Unione Europea ha condannato la sentenza e ha dichiarato che non accetterà l'adesione di nessun paese in cui si fa uso della pena di morte.
Il 30 novembre 1999 la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo a Strasburgo ha invitato la Turchia a rinviare l'impiccagione di Ocalan fino a che non verrà presa una decisione riguardo al suo appello, che si basa sul fatto che la pena di morte viola le leggi europee. Il Procuratore Capo della Corte d'Appello turca ha rigettato l'appello di Ocalan il 30 dicembre 1999.