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Il 17 giugno, Stanley Faulder è stato giustiziato in...

Il 17 giugno, Stanley Faulder è stato giustiziato in Texas, diventando il primo canadese in quasi mezzo secolo ad essere giustiziato negli Stati Uniti

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Il 17 giugno, Stanley Faulder è stato giustiziato in Texas, diventando il primo canadese in quasi mezzo secolo ad essere giustiziato negli Stati Uniti. Faulder, 61 anni, è morto per iniezione letale per l'omicidio, avvenuto nel 1975, di un'anziana donna texana. Il Governo canadese ha protestato perché i diritti di Faulder erano stati violati quando gli agenti statali non gli notificarono il diritto di contattare i funzionari del Consolato canadese al momento del suo arresto. Questo diritto rientra nei termini del Trattato di Vienna sulle relazioni consolari, un trattato che gli Stati Uniti hanno firmato. Solo 15 anni dopo il suo arresto, la sua famiglia, che ormai lo credeva morto, e il Governo Canadese hanno scoperto che era vivo. Nel mese di maggio, una delegazione composta da tre parlamentari - David Pratt (Liberale, Nepean-Carleton, Ontario), Richard Marceau (Bloc Quebecois, Charlesbourg, Quebec) e Peter Mancini (NDP, Sydney-Victoria, Nova Scotia) - si è recata in Texas per incontrare alcune autorità statali. In giugno, la Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani dell'OAS ha proposto "misure precauzionali" e ha chiesto alle autorità texane e statunitensi di bloccare l'esecuzione perché la commissione potesse indagare a fondo sul caso. Mary Robinson, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha lanciato un appello estremo al Segretario di Stato americano Madeleine Albright per bloccare l'esecuzione di Faulder. "Le chiedo di usare la sua influenza per fermare l'esecuzione e avviare un revisione approfondita di questo caso", ha scritto la Robinson, ex Presidente dell'Irlanda. "La perdita di una vita a seguito dell'esecuzione di una pena di morte è una perdita irreparabile", ha detto, aggiungendo che il processo legale era carico di irregolarità. Temendo le conseguenze che questa esecuzione poteva portare per i cittadini americani all'estero, il Segretario di Stato Madeleine Albright è intervenuta personalmente, chiedendo una sospensione della sentenza.