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Il 14 dicembre, durante un convegno organizzato dalle...

Il 14 dicembre, durante un convegno organizzato dalle organizzazioni femminili della città di Chennai, Ossie Fernandez della Campaign Against the Death Penalty (Campagna contro la Pena di Morte) ha spiegato le ragioni della lobby contraria alla pena

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Il 14 dicembre, durante un convegno organizzato dalle organizzazioni femminili della città di Chennai, Ossie Fernandez della Campaign Against the Death Penalty (Campagna contro la Pena di Morte) ha spiegato le ragioni della lobby contraria alla pena estrema, dicendo che la campagna si opponeva alla sua applicazione di qualsiasi crimine si tratti. La pena di morte viola le sacrosante disposizioni dell'art. 21 - diritto alla vita - e varie dichiarazioni internazionali sui diritti umani. L'art. 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha definito la pena di morte the "il peggior tipo di violenza di stato". Benché le Nazioni Unite abbiano chiesto una moratoria globale della pena di morte nell'aprile 1999, l'India non ha risposto in modo positivo a questo appello. Nel presentare l'altro aspetto del problema, R. Srinivasan, avvocato, ha detto che lo stupro non è un crimine che nasca dall'ingiustizia sociale, dalla povertà o dalla mancanza di educazione. Fare riferimento ai patti internazionali negando l'influenza economica dell'Occidente è semplicemente un'ipocrisia, ha detto. La pena di morte soddisfa tre delle teorie della pena, perché è deterrente, retributiva e preventiva. Evidenziando un errore tecnico in relazione alla violazione dell'art. 21, ha detto che la clausola specifica che a nessuno potrà essere tolta la vita o la libertà "senza le dovute procedure legali". Rispondendo agli argomenti di Srinivasan, Sudha Ramalingam della PeoplÈs Union for Civil Liberties (PUCL) ha detto che le leggi del paese sono soprattutto quelle scritte dagli inglesi e ha chiesto perché questa legge dovrebbe esistere in India quando anche la Gran Bretagna se ne è sbarazzata. Il motivo di questa esplosione emotiva che chiede la morte per i colpevoli di stupro è dovuto principalmente all'indebita importanza attribuita alla castità come virtù delle donne. Se lo stupro fosse visto come una mera aggressione fisica della donna, sarebbe considerato un delitto come un altro da sanzionare con una pena adeguata.