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MALESIA

Il 1° marzo, il Direttore Generale della Sanità, Tan...

Il 1° marzo, il Direttore Generale della Sanità, Tan Sri Abu Bakar Suleiman ha detto che il Ministero della Sanità non prenderà in considerazione una proposta avanzata nei primi anni '70 nella quale i detenuti nei bracci della morte chiedevano di poter

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Il 1° marzo, il Direttore Generale della Sanità, Tan Sri Abu Bakar Suleiman ha detto che il Ministero della Sanità non prenderà in considerazione una proposta avanzata nei primi anni '70 nella quale i detenuti nei bracci della morte chiedevano di poter donare gli organi. Il caso era stato sollevato, all'epoca, da Wong Siew Chin, aka Botak Chin, il quale non fu autorizzato alla donazione per il rischio di abusi che la cosa comportava. Abu Bakar ha detto: "Il problema è stabilire se si può definire libera la volontà di una persona che è prigioniera". Ha aggiunto: "Alcuni medici cinesi ci hanno detto di non approvare tale pratica, e anche il Governo potrebbe dirci di non approvarla, ma i pazienti che sono andati in Cina e sono stati operati a pagamento ci hanno detto di aver ricevuto organi da persone giustiziate". Abu Bakar, che è anche a capo della Società Malaysiana per i Trapianti, ha aggiunto che sia la Società Malaysiana sia la Società Internazionale per i Trapianti hanno preso una posizione netta contro questa pratica che contravviene ai codici etici internazionali e infrange i diritti umani. La posizione si basa su alcune risultanze: 1) La cooperazione e la consulenza per le esecuzioni è, e verrà percepita all'esterno, come un coinvolgimento diretto dei medici nell'esecuzione qualificando positivamente il procedimento dell'esecuzione; 2) Inevitabilmente, le modalità di esecuzione saranno adattate per privilegiare l'espianto di organi; 3) La donazione di organi potrebbe venir utilizzata da alcuni governi per giustificare un incremento delle esecuzioni; 4) Non si dovrebbe permettere che vengano a coincidere l'immagine negativa delle esecuzioni e quella positiva dei trapianti; 5) Poiché la pena di morte è chiaramente una violazione dell'autonomia di una persona, come si potrebbe mai ottenere un consenso informato volontario da un detenuto nel braccio della morte?