I processi da lungo attesi nelle corti Gacaca - una...
I processi da lungo attesi nelle corti Gacaca - una forma adattata della giustizia partecipativa tradizionale in Ruanda - cominceranno il 18 giugno a occuparsi dei perpetratori del genocidio del 1994, nel quale estremisti Hutu uccisero in tutto il paese
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I processi da lungo attesi nelle corti Gacaca - una forma adattata della giustizia partecipativa tradizionale in Ruanda - cominceranno il 18 giugno a occuparsi dei perpetratori del genocidio del 1994, nel quale estremisti Hutu uccisero in tutto il paese circa 800 mila Tutsi e Hutu moderati in 100 giorni.
Lo scopo del processo giudiziale Gacaca � di accelerare il verdetto per gli accusati, di "rivelare la verit� sul genocidio", e di mettere una fine alla cultura dell'impunit� in Ruanda, di riconciliare il popolo ruandese e rafforzarne i legami, nelle parole del Presidente Paul Kagame sul sito web ufficiale della presidenza. Il rito Gacaca ravviva le forme tradizionali dell'amministrazione della giustizia radicate nella cultura ruandese, e dimostrano la capacit� delle comunit� locali di risolvere i propri problemi coinvolgendo la gente nel processo dibattimentale e nell'emanazione della sentenza, aggiunge ancora il governo.
Dal 1996, la legge ruandese ha suddiviso i sospettati di atti di genocidio in quattro categorie: la prima comprende i mandanti, gli organizzatori, gl'istigatori e i capi del genocidio, "gli assassini riconosciuti" e persone macchiatesi di atti di tortura sessuale o altre violenze; la seconda comprende i perpetratori, i cospiratori e i complici di omicidi e aggressioni gravi; la terza comprende gli accusati di aggressioni; l'ultima i ladri e i saccheggiatori.
Nel marzo 2001, il procuratore generale ha reso nota una lista ragionata di 2.900 sospettati di prima categoria, che potrebbero incorrere nella pena di morte se condannati, lo si apprende dal rapporto annuale per il 2002 dell'organizzazione Human Rights Watch. Nel corso dei processi, gli accusati saranno portati di fronte a un'assemblea pubblica nelle proprie citt� e villaggi, e tutti gli abitanti saranno invitati a partecipare.
I giudici, ce ne sono 254.000, sono stati eletti pubblicamente nell'ottobre 2001 dalle loro stesse comunit�, sulla base di requisiti d'integrit�. In alcune zone rurali, la partecipazione alle elezioni ha toccato il 90 per cento, rende noto la Hirondelle, mentre nella capitale, Kigali, l'affluenza � stata leggermente inferiore. I giudici presiederanno oltre 11 mila corti Gacaca, ai quattro livelli amministrativi, di cellula, di settore, di distretto e di prefettura, e giudicheranno per tutte le accuse tranne che per i crimini pi� gravi commessi nel corso del genocidio. (Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda, con sede ad Arusha in Tanzania, ha il mandato di processare gl'imputati di genocidio e crimini contro l'umanit�).
Sebbene questa forma "di base" di giustizia popolare possa incoraggiare molte persone a testimoniare su eventi cui hanno assistito personalmente durante il genocidio, le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno avanzato una serie di riserve, tra queste per il fatto che nel sistema del Gacaca, gli avvocati non sono ammessi a rappresentare gli accusati; che i giudici si troveranno ad esaminare casi molto gravi e complessi senz'alcuna preparazione legale specifica, e in alcuni casi, con scarsa o nessuna educazione elementare; inoltre molti giudici potrebbero avere interessi personali nei verdetti.
I processi Gacaca, comunica ancora la Hirondelle, dovrebbero incominciare in 12 prefetture pilota per essere in seguito estesi a tutto il paese entro due mesi,
Lo scopo del processo giudiziale Gacaca � di accelerare il verdetto per gli accusati, di "rivelare la verit� sul genocidio", e di mettere una fine alla cultura dell'impunit� in Ruanda, di riconciliare il popolo ruandese e rafforzarne i legami, nelle parole del Presidente Paul Kagame sul sito web ufficiale della presidenza. Il rito Gacaca ravviva le forme tradizionali dell'amministrazione della giustizia radicate nella cultura ruandese, e dimostrano la capacit� delle comunit� locali di risolvere i propri problemi coinvolgendo la gente nel processo dibattimentale e nell'emanazione della sentenza, aggiunge ancora il governo.
Dal 1996, la legge ruandese ha suddiviso i sospettati di atti di genocidio in quattro categorie: la prima comprende i mandanti, gli organizzatori, gl'istigatori e i capi del genocidio, "gli assassini riconosciuti" e persone macchiatesi di atti di tortura sessuale o altre violenze; la seconda comprende i perpetratori, i cospiratori e i complici di omicidi e aggressioni gravi; la terza comprende gli accusati di aggressioni; l'ultima i ladri e i saccheggiatori.
Nel marzo 2001, il procuratore generale ha reso nota una lista ragionata di 2.900 sospettati di prima categoria, che potrebbero incorrere nella pena di morte se condannati, lo si apprende dal rapporto annuale per il 2002 dell'organizzazione Human Rights Watch. Nel corso dei processi, gli accusati saranno portati di fronte a un'assemblea pubblica nelle proprie citt� e villaggi, e tutti gli abitanti saranno invitati a partecipare.
I giudici, ce ne sono 254.000, sono stati eletti pubblicamente nell'ottobre 2001 dalle loro stesse comunit�, sulla base di requisiti d'integrit�. In alcune zone rurali, la partecipazione alle elezioni ha toccato il 90 per cento, rende noto la Hirondelle, mentre nella capitale, Kigali, l'affluenza � stata leggermente inferiore. I giudici presiederanno oltre 11 mila corti Gacaca, ai quattro livelli amministrativi, di cellula, di settore, di distretto e di prefettura, e giudicheranno per tutte le accuse tranne che per i crimini pi� gravi commessi nel corso del genocidio. (Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda, con sede ad Arusha in Tanzania, ha il mandato di processare gl'imputati di genocidio e crimini contro l'umanit�).
Sebbene questa forma "di base" di giustizia popolare possa incoraggiare molte persone a testimoniare su eventi cui hanno assistito personalmente durante il genocidio, le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno avanzato una serie di riserve, tra queste per il fatto che nel sistema del Gacaca, gli avvocati non sono ammessi a rappresentare gli accusati; che i giudici si troveranno ad esaminare casi molto gravi e complessi senz'alcuna preparazione legale specifica, e in alcuni casi, con scarsa o nessuna educazione elementare; inoltre molti giudici potrebbero avere interessi personali nei verdetti.
I processi Gacaca, comunica ancora la Hirondelle, dovrebbero incominciare in 12 prefetture pilota per essere in seguito estesi a tutto il paese entro due mesi,
— FONTI
- (Fonti: UN Integrated Regional Information Networks, Africa News Service, 11/06/2002)
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