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CONGO (Repubblica Democratica del)

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I crimini capitali sono: omicidio aggravato, rapina aggravata, tradimento, reati militari e politici e genocidio

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I crimini capitali sono: omicidio aggravato, rapina aggravata, tradimento, reati militari e politici e genocidio. In seguito al conflitto tra le Forze Armate dello Zaire (FAZ) e l'Alleanza delle Forze Democratiche per la Liberazione del Congo Zaire (AFDL), nel maggio 1997 l'AFDL ha deposto il Presidente Mobutu Sese Seko e ha formato un governo di transizione guidato da Laurent Kabila. Il paese ha poi cambiato il proprio nome, da Zaire a Repubblica Democratica del Congo. Il 2 agosto 1998 scoppiò una rivolta nella Repubblica Democratica del Congo. Era appoggiata da Ruanda ed Uganda, che invasero il paese per dare il proprio sostegno ai ribelli Tutsi che continuavano a combattere nella zona orientale. Il Presidente Laurent Kabila li ha respinti grazie al sostegno militare da parte di Angola, Namibia e Zimbabwe. Egli inoltre ha l'appoggio di uno schieramento di gruppi militari freelance operanti nella zona orientale del paese. Le truppe ugandesi e ruandesi non si sono ritirate nonostante gli appelli internazionali per un cessate-il-fuoco. In ottobre, i leader dei paesi sudafricani con forze militari nella Repubblica Democratica del Congo si sono incontrati a Harare per un vertice sul conflitto. I gruppi per i diritti umani hanno accusato tutte le parti in guerra nella Repubblica Democratica di Congo di commettere atrocità contro civili stretti nella morsa del conflitto. Il tasso di criminalità nell'ex Zaire ebbe un'impennata, perché le armi da fuoco circolavano liberamente, dopo i 7 mesi di campagna armata di Kabila che fecero cadere l'anziano presidente. Nell'agosto 1997, Kabila istituì dei tribunali per affrontare il problema della crescente instabilità ed indisciplina all'interno dell'esercito. I tribunali si comportano come se il paese fosse ancora in guerra. Sebbene il COM (Cour d'ordre militaire) fosse stato istituito per giudicare soldati accusati di reati militari, esso ha processato anche civili accusati di reati politici ed economici, molti dei quali sono prigionieri per reati politici e d'opinione. Ha condannato a morte centinaia di persone, delle quali fino a 250 sono state giustiziate. I procedimenti della corte hanno contravvenuto in modo sostanziale sia agli standard internazionali per un giusto processo sia agli standard delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti dei condannati a morte. Il suo statuto proibisce di appellarsi ad una giurisdizione superiore, lasciando gli imputati senza l'opportunità di impugnare dichiarazioni di colpevolezza e sentenze, eccetto la possibilità di appellarsi alla clemenza del presidente.
FONTI
  • (Fonti: M2 Presswire, 11/02/2000)