Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto di 32...
Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto di 32 pagine sulla violenza avvenuta nel novembre 2002 nella città settentrionale di Kaduna, in cui si sostiene che la polizia e i soldati hanno sparato indiscriminatamente durante una rivolta in cui sono
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Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto di 32 pagine sulla violenza avvenuta nel novembre 2002 nella citt� settentrionale di Kaduna, in cui si sostiene che la polizia e i soldati hanno sparato indiscriminatamente durante una rivolta in cui sono rimaste uccise 220 persone. "Il governo nigeriano non ha processato nessuno per queste terribili uccisioni", ha detto Peter Takirambudde, direttore esecutivo della sezione africana di Human Rights Watch. "Non solo le forze di sicurezza non sono intervenute ai primi segnali della violenza, ma ... hanno contribuito in modo significativo alla violenza uccidendo e ferendo persone che non costituivano alcuna minaccia", ha detto. Il portavoce del capo della polizia nigeriana, tuttavia, rigetta le accuse. "Non sono affatto d'accordo. La polizia � la polizia del popolo e in nessun caso ucciderebbe il popolo", ha detto all'AFP il vice commissario di polizia Chris Olakpe. La rivolta � nata nel novembre 2002 nella citt� divisa per motivi religiosi, dopo che i musulmani hanno protestato per un articolo sul concorso di Miss Mondo pubblicato su un giornale nigeriano, che molti hanno interpretato come un insulto al profeta Maometto. La polemica ha travolto il concorso di bellezza, che alcuni leader musulmani hanno definito offensivo e che non avrebbe dovuto tenersi in Nigeria durante la festivit� musulmana del Ramadan. La polizia e i soldati nigeriani mandati ad affrontare la rivolta erano impreparati e hanno ucciso indiscriminatamente, ha detto il gruppo. "Uno dei casi pi� gravi descritti nel rapporto � l'esecuzione di otto uomini compiuta il 22 novembre da un gruppo di poliziotti e militari, guidati da un membro di una forza di difesa locale", si legge nel documento. "Testimoni oculari hanno raccontato a Human Rights Watch come le vittime siano state prese una ad auna, legate assieme, gettate in una discarica lungo un fiume e uccise a colpi di arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata. "Di fronte ai rivoltosi, i poliziotti e i soldati spesso non hanno fatto nessun tentativo di arrestare i sospetti criminali, decidendo invece di sparargli sul posto. Tra le vittime vi erano dei bambini", si legge.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 22/07/2003)
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